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domenica 13 marzo 2011

EBBENE SI' CONTINUA.... (b)

Dei due individui, al momento, non ho memoria. Tuttavia secondo me le ore erano quattro, non cinque, novità che posizionerei un po' più avanti, verso il liceo. O forse qualche giorno al settimana, non tutti, alle medie.


Il Refini, minacciava in continuazione di appenderci fuori dalla finestra. Minaccia che in terza aveva un minimo effetto. Già meno in quarta. Per nulla in quinta, quando oramai la maggior parte di noi era più alta di lui.
Egli inoltre disponeva di una Cortina azzurrina, carta da zucchero, direi; vettura che ritengo avesse un certo successo con quella generazione di insegnanti, giacché la mia signora dice averne avuta una anche il suocero (sebbene non se ne vanti, anzi, e faccia di tutto per tenerlo nascosto, la signora intendo).


Di sicuro anni dopo, direi verso il 20 MNC (ritengo utile in questa vicenda non usare il calendario gregoriano ma stabilire come anno zero la partenza di Milo da Milano per Roma: quindi 20 MNC è l'anno 20 di Milo Nella Capitale; il 1967 gregoriano dovrebbe essere a occhio e croce l'anno 5 MAM) per un periodo, Piazza Leonardo è stata luogo molto cosmopolita, nel quale era facile trovare sostanze di varia natura. Ma la frequentavo poco e non posso dire se Art e Don fossero in zona

domenica 25 ottobre 2009

A ciascuno il suo

- Si chiama Raganà ed è un delinquente.
- Esatto: uno di quei delinquenti incensurati, rispettati, intoccabili.
- Lei crede che sia ancora oggi intoccabile?
- Non lo so, probabilmente arriveranno a toccare anche lui...
Ma il fatto è, mio caro amico, che l'Italia è un così felice paese che quando si cominciano a combattere le mafie vernacole vuol dire che già se ne è stabilita una in lingua...

Leonardo Sciascia, "A ciascuno il suo", 1966