sabato 13 febbraio 2010
Facebook e teologia
A.D. QUESITO DI TIPO TEOLOGICO: quando si rovescia sul pavimento il contenuto di una scatola di piselli surgelati, che rotolano che è una bellezza ed hanno la tendenza a raggiungere gli anfratti più scomodi e nascosti della cucina, E' CONSENTITO BESTEMMIARE?
Amico G Però non dire che non te lo avevo detto! Fai i pavimenti lievemente inclinati. La gente non ci pensa, ma è proprio in casi come questi che se ne scopre l'utilità
Amico R Mai bestemmiare! E' più pratico il folletto!
Cugina A E' consentito ammirare la bellezza del caos che si genera, e pensare allUniverso. comunque ciao Amico R!
A.D. questo volevo, spiritualità, e meno conoscenza empirica e materialismo (grazie comunque a tutti i partecipanti; il dibattito rimane aperto)
Cugina A se vuoi maggiori informazioni appena si sveglia chiedo al teologo che sta dormendo di sopra nel mio letto
Cugina E comunque,meglio rovesciare piselli surgelati che piselli in barattolo con relativo sughino! altrimenti il pavimento si "impiastra" ancora di più! guarda sempre the best side of life....
Amico R Speculazione teologica sull'accaduto - Se i piselli sono stati pensati rotondi un motivo il Padreterno l'avrà avuto, no? Forse pensava a questo tuo momento critico e, mediante una metafora alimentare, voleva farti capire che quando tutto va a rotoli ci si può sempre rimboccare le maniche! (Ciao Cugina A!)
Cugina B hai presente la scena del "dittatore dello stato libero di bananas" quando lotta con gli spinaci surgelati? guardare il film per ridere..
Amico R Ricetta teologica: Piselli rotolati.
Far rotolare un chilo di piselli ancora surgelati sul pavimento della cucina dopo avervi fatto colare dell'olio d'oliva (l'ideale, per chi ha il cane, sarebbe un paio di passate di peli e impronte). Prendere una scopa ben pulita e immergerla in una secchiata di farina. Quindi raccogliere più piselli possibile (gli altri potranno servire per il week-end) con una paletta (attenzione a non prendere quella del cane!) e friggerli in padella con abbondante succo di limone.
Quindi scolarli bene, lasciarli raffreddare, poi prendere un rotolo di carta igienica (da cui il nome della ricetta), impacchettare i piselli e buttarli nel water.
Ottimo per le diete dimagranti!
Cugina A Amico R mi stavi preoccupando, come biologo ti ricordavo attento all'igiene. Ho un consuocero biologo che ci fa impazzire con le micotossine nei cibi, e sua figlia pure
Cugina A però non pensavo che dei piselli potessero tenerci tanto impegnati
A.D. ecco, ma la funzione del succo di limone è perchè è un disinfettante naturale, suppongo
Amico R Ovvio!
Amico G scusate non avevo visto che la cosa doveva essere teologica. Sono andato fuori tema. Comunque per dimagrire va benissimo anche mettere un recipiente a una certa distanza dal luogo ove è avvenuto il fattaccio. Chinarsi, raccogliere un pisello, rialzarsi, recarsi a una certa distanza là dove è il recipiente, deporre il pisello, tornare al luogo dei piselli e ripetere l'operazione fino a quando i piselli son tutti nel recipiente.
A.D. (spiego, è un teologo con laurea in scienze dell'alimentazione)
Cugino M ma quanto potere nel grido? anche se mai fosse contro nessuno, perché togliersi il piacere dell'urlo?
perché cade nel vuoto, ecco perché. e là ti colloca.
A.D. il quesito sul cavolo nero non aveva avuto altrettanto successo
lunedì 8 febbraio 2010
bugie V - I lunedì della Contessa Barthory
Il novellista credette allora di aver ceduto a queste umane componenti.
Oggi direbbe che si era ammalato.
Quella donna era diventata un'idea nel mezzo del suo cervello, si era sistemata nella poltrona di comando.
Il solletico nello stomaco e quello stato nervoso che gli causava, erano sì, prove dell'attrazione primitiva per un campione dell'altro sesso tanto sano, tanto simmetrico, tanto curvilineo.
Un eccellente miscuglio di tessiture e profumi affascinanti.
Ma quella presa di possesso del pensiero era chiaramente la rottura e la successiva perdita della salute.
Nonostante avesse una meravigliosa sensazione di energía, di voglie e di idee, fece come se tutto stesse continuando nello stesso modo. Rispettava gli orari di lavoro, fece piani su tutti gli argomenti da trattare, scelse alcuni dischi, e si notava appena che era un po' distratto, concentrado su un'altra cosa.
Fece racconti durante tutta la settimana, includendovi, senza che nessun altro che la bionda, che chiameremo Ipatia, se ne rendesse conto, un corteo che gorgogliava appena.
E quel piccolo contenitore, per quanto condiviso con altri mille, un piccolo tintinnare di sonagli diceva ad Ipatia con la voce di un personaggio del racconto quanto desiderava rivederla.
Comunque fece uso dei suoi contatti e ringraziando che pochi abitanti ed una bionda singolarmente bella sono opportunità e vantaggi, incontrò il suo numero di telefono e trovò qualcosa da dirle.
E così cominciò quella che sembrava una relazione.
Più che uscire a passeggio, Ipatia lo portava per mano in diversi posti, lo faceva sedere e gli narrava quello che succedeva a pochi centimetri.
Il novellista rimaneva a guardarla instupidito ed alla sera raccontava un racconto molto migliore del precedente.
Difficile da spiegare.
Supponiamo che ogni notte il racconto era un tratto di strada da qualche parte.
Il racconto ti portava lungo il marciapiede, si potevano vedere molte cose semplici e conosciute.
La casa della tristezza, quella dell'allegria semplice, quella dell'amore, quella del tradimento, ecc Camminare, una giornata con la pioggia, una giornata col freddo, un giorno col profumo del glicine.
Mescolare le lane e fare un pulloverino a strisce.
Come lei uscì fuori, paesaggi di Dakar, abissi, dune, posti sicuramente extraterresti.
Le lettere cambiavano di dimensione, si congelavano, diventavano filamentose, volavano ed a volte si schiantavano spruzzando liquidi viscosi o polvere da sparo nera.
(continua) (forse)
Libera risemantizzazione dei dialoghi fra El Gloria e una certa Contessa Bathory, ad opera del Señor Profesor La Preglia
Libera traduzione ad opera di Tonio La Preglia
di Una Tal Condesa Bathory
Otra Produccion de Nada//Nulla Editions Copyright 2010
giovedì 4 febbraio 2010
Un giorno nella vita di una pera
lunedì 1 febbraio 2010
bugie IV - I lunedì della Contessa Barthory
Siamo qua molto prima di dove volevamo.
Non è il punto esatto, ma...facciamo finta e non diciamo niente.
Trent'anni dovrebbero essere salute e ci sentiamo una merda, scomodi e sporchi.
Ma rimaniamo quieti, perché crediamo che se ci sforziamo un po' avremo chance di riuscirci.
Ma riuscire in cosa?
Sogni, sogni infantili e gloriosi.
Noi là, nella statua equestre, come ci promise la mamma e la seconda mamma di settimo.
Quelle che con amore tagliano il foraggio per i cammelli.
Galileo, Galileo dove sei che non ti vedo?
Lì...
Veniamo dai vent'anni, dalle esplosioni di amore, dal carnevale di amici, dagli eccessi che percorrono il limite delle aspettative proibite.
E quando improvvisamente finì la musica, e si accese la luce, con gli occhi doloranti vedemmo alcuni degli amici che si sistemavano un pò, e che molto seriamente si orientarono verso il lato opposto su cui ci eravamo accordati con ammirevole sicurezza, alcuni altri sono addormentati, disinbastiti in giro e non ricordiamo chi sono, altri se ne erano andati prima della sbornia e dicono che sempre, in tutte questi feste c'è di mezzo uno che muore.
Galileo hai fatto uso in quelle feste di tutti i suoi incantesimi ed attualmente vivi con la tua principessa, la migliore di tutte, la più vincente...ma la migliore di tutte quelle di una scatola così piccola.
Galileo dato che ne abbiamo già trenta, abbiamo scoperto che stavamo scegliendo fra due sapori e due colori e che ce ne sono centinaia, più in là, sulla linea dell'orizzonte.
La stessa cosa pensa la tua principessa nonostante non lo dica.
Col cacchio lo direbbe.
Meglio morta piuttosto che dirlo...
Sai che succede, Galileo?
È che ancora mancano alcuni giorni perchè ti renda conto che quell'acido che ti sta bucando dentro, ci sta svuotando quasi tutti.
E ti mancano degli anni, per capire che ti sei svuotato inutilmente, quelle scatole sono di due sapori, quella strada all'orizzonte è uno strato di dulce de leche di tre metri di profondità e che l'orizzonte è una riga mobile e si allontana.
Questo sì, nella testolina balla un sapore e un colore stravagante e squisito e c'è la certezza di un nastro trasportatore più veloce dell'orizzonte.
È simpatico, la verità a rate è come una buona bugia persistente ed appiccicosa che con l'iniezione della prossima quota in mezzo al sedere tremante e pauroso, muterá, non in una realtà, ma in un altro inganno.
Mi immagino le risate che devono essere scappate a chi ci contempla.
Un sorriso minimo in confronto a quello che gli provocherà vederti l'espressione, nell'istante stesso in cui salgono sul nastro, di quei pochi.
Siamo tanto stanchi, tanto delusi che non riusciamo a pensare che quella salita, forse, è una falsa messa in scena affinchè tu continui a scalciare.
Scemi, Galileo siamo degli scemi, usando a cacchio lo scudo delle bugie ed affondandoci la spada dove più ci fa male.
Vanitosi stupidi, a volte crediamo addirittura che il nastro si avvicini e forse la verità che giuriamo è menzogna per tutto il tribunale.
(continua)
Libera risemantizzazione dei dialoghi fra El Gloria e una certa Contessa Bathory, ad opera del Señor Profesor La Preglia
Libera traduzione ad opera di Tonio La Preglia
di Una Tal Condesa Bathory
Otra Produccion de Nada//Nulla Editions Copyright 2010
domenica 31 gennaio 2010
el gloria´s yogurtofilia

la mia avversione allo yogurt risale ad una certa volta
più o meno nel 1966
in cui mio padre (che credo tu conosca)
stava facendo fotografie durante un congresso di medici
ed una promotrice alla fine della giornata
gli regalò un pack di 12 vasetti di yogurt
in quell'epoca lo yogurt era venduto in contenitori di vetro, ne contenevano più di ora ed era INTERO
unknow percentage di grassi
a parte il fatto che c'era solo a gusto di yogurt
nulla di frociaggini alla fragola o all'albicocca
bene
fatto sta che mi ricordo di averne provato uno (non li avevo mai provati) e mi piacque molto
a quanto pare...
percui sembra che me li sia mangiati tutti e 12 uno dopo l'altro
...
ignoro come fu che fossi completamente fuori del controllo genitoriale
(forse il fiasco avrebbe dovuto avere un PARENTAL ADVISORY)
in definitiva, mi prese quello che qua si chiama volgarmente disturbo
indigestione
diarrea
vomiti
e da allora non potei più provarlo, annusarlo, vederlo, neanche stare nella stessa stanza
con un mangiayogurt in attività
finchè non è nato T
che si faceva allattare solamente al seno,
e non voleva saperne niente del biberon
e dopo una giornata intera senza voler mangiare
il primo giorno di lavoro della madre
me ne stavo occupando io
e quello piangeva dalla fame
(a 2 mesi)
perché non accettava il poppatoio
la mia amica O mi raccomandò di fargli provare lo yogurt
l'amore paterno potè più dello schifo
unsi T con lo yogurt, come se fosse stato una fetta biscottata ma alla fine mangiò
e si calmò
dopo di ciò continuava a farmi schifo
ma ormai non ne avevo la fobia
quest'estate, in Uruguay, vendevano delle bottiglie da un litro di uno yogurt alla fragola cremoso che sembrava tanto invitante
che decisi di provarlo
e
lì finisce una lunga storia di disamore e scontro tra lo yogurt e me
non lo sapevo
l'ho tenuto nascosto ma alcuni anni di terapia mi permettono adesso di raccontartelo
hai deciso di fare outing della tua yogurtofilia
eh...si
va bene non lo dirò a nessuno
sarà il nostro piccolo segreto
in realtà, dato che mi è riuscito benino
pensavo di pubblicarlo, il nostro piccolo segreto
considerato quanto pubblico abbiamo, probabilmente rimarrà il nostro piccolo segreto
effettivamente
sabato 30 gennaio 2010
frammenti di un discorso orroroso

(estratto da "I dialoghi dei Guardiani della Ota", Herr Ano e El Gloria, su D)*
I-TRADIMENTO
hai visto le foto di D che fa le conserve?
in una sembra Pie Grande**
D el Conservador Mendocino
come la maggior parte di quelli di Mendoza
conserve
o traditori
o entrambe le cose
effettivamente
però stava facendo conserve, non tradimenti, apparentemente
si, perchè ha sangue di Buenos Aires, suo malgrado
non so quanto si conserva un tradimento imbottigliato a vuoto
bisognerebbe mettergli la data di scadenza
per evitare di consumare un tradimento andato a male
II-BOTULISMO
se è ben sterilizzato dura parecchio
i tradimenti scaduti sono molto pericolosi
possono ingenerare botulismo
anche D è abbastanza botulo (1)
E' un pezzo di botulo
Ua!
ma gli vogliamo bene lo stesso
ma certo
non è più botulo di noi
no
siamo tre grandi botuli
avremo mangiato una conserva andata a male?
ci siamo caduti da piccoli in un pentolone
e non abbiamo più bisogno di consumare conserve andate a male per essere botuli
può essere
anche la mia ex suocera Dora faceva conserve
ERA CONSERVA DORA. (2)
*I Guardiani della Ota era una loggia di dubbia provenienza, il cui fine spurio era "Salvaguardare l'Occidente dalle Influenze Malefiche della Lettera Proibita: la Ota" (jota), per maggiore informazione sulle attività di questi molluschi mentali si raccomanda (con la massima cautela e sempre acompagnati da un adulto responsabile) di visitare: http://losguardianesdelaota.blogspot.com/ per trarre conclusioni personali. (3)
**Sascuash
(1) parola inesistente; qui si gioca sull'assonanza con "boludo", termine di grande uso ma non particolarmente raffinato, che potremmo ottimisticamente tradurre con "stupido". (N.d.T.)
(2) tipico caso di conflitto di coscienza professionale del traduttore: a partire da una battuta volutamente idiota e non instantaneamente traducibile, è più salutare preservarne il lettore mantenendo nella lingua originale la freschezza della frase (e contando su una scarsa conoscenza delle lingue da parte di chi legge), o preservare l'idiozia del contenuto, cercando di adattarlo all'italiano e rischiando di complicare la cosa? Lo stesso El Gloria mi aveva suggerito di ribattezzare la ex suocera in Beatrice, detta Trice, in maniera da poter sfoggiare un "ERA CONSERVA TRICE"; ma so che qualunque scelta compia, i rimordimenti mi renderanno insonni molte notti, e insonnolito molte giornate. E' un mestiere maledetto. (N.d.T.)
(3) riservato a chi, avendo una sufficiente conoscenza dello spagnolo, sia intenzionato a pentirsene. In particolare il post ecco perchè odiamo la fottuta ota può essere considerato una sorta di breve manifesto di questo movimento culturale, che ebbe vita breve.
Mi limiterò a segnalare che l'espressione "no saber ni jota" può agevolmente corrispondere alla nostra "non sapere un'acca".
Ho considerato che affrontare delle versioni da questo blog sarebbe stato una impresa ben superiore alle mie necessità autolesioniste. La filosofia di base del blog, che consiste come detto nel non utilizzare la jota o i lunga che dir si voglia (attenzione, non evitando le parole che la contengono, ma semplicemente non scrivendola), perderebbe parte della sua forza eversiva nella traduzione in italiano, lingua in cui tale lettera non mai goduto di grande fortuna.
E, infine, non ho voluto mettere in difficoltà la categoria, a cui appartengo, degli appassionati di jazz... (N.d.T.)
venerdì 29 gennaio 2010
Multinazionali senza filtro
va tutti i giorni da una consulente (pagata dal suo ex datore di lavoro) che gli insegna a cercare lavoro
che organizzazione...
si
dei grandi figli di puttana che si preoccupano di fare un figurone
non capisco come mai M non li abbia ringraziati per esser stato messo sulla strada per decisione loro
così funzionano le multinazionali
te lo mettono nel culo ma finisci per ringraziarli e quasi quasi pensi che alla fin fine sei stato tu a fregarle
e magari ti preoccupi che possano essersi offesi perchè ti hanno licenziato
giovedì 28 gennaio 2010
non si rimpiange Nulla...
(http://www.youtube.com/watch?v=8YGXsw3XK9I)
(non solo, ma non smentiamo nemmeno, e non ci abbiamo neanche ripensato).
Chi fra i pochi ma incauti lettori avesse avuto la ventura di incappare negli ultimi post, si sarà probabilmente accorto di un significativo fiorire di flatulenze di varia origine, anche se solo in forma di racconto, a onor del vero:
- i rutti (argomento comunque già affrontato su Nulla, se la memoria non ci inganna);
- e i riferimenti letterari ma espliciti ai peti nell'ascensore, presenti all'inizio della saga dell'autrice Contessa Bathory
potrebbero far pensare ad una svolta definitiva nella linea editoriale di questo blog; sfido peraltro chiunque a stabilire con esattezza quale caspita sia la linea editoriale in oggetto. Vorrei rassicurare i visitatori abituali e anche quelli che, per effetto di oscuri meccanismi, si trovino a bazzicare queste pagine, che si tratta di una evidente convergenza di necessità di affabulazione profonda; una genuinità gastrica che è comunque sempre indice di espressione non filtrata. Forse anche un'inconsapevole tentativo di supplire alla carenza di contenuti musicali che caratterizza questo inizio di anno di Nada/Nulla, sostituiti da note magari meno organizzate ma di sicuro spontanee.
E' un momento così.
Per quanto riguarda I lunedì della Contessa Bathory (che ci limitiamo a tradurre e pubblicare, ma i cui sviluppi non siamo in grado di prevedere) ci sembra però di cogliere segni di un'evoluzione in corso: le prime maleodoranti introspezioni psicologiche potrebbero a breve scaturire in qualcosa di più consistente, di più corposo. Ma, a pensarci bene, non sappiamo se temerlo o rallegrarcene.
mercoledì 27 gennaio 2010
post digestivo
(spero più tardi di non avere l'effetto fast prot)
e il fast burp
incontrollabile
di quello ne soffro già
io ce l'ho dalla nascita
ruttman
nei primi giorni della mia vita mi facevano fare il ruttino dopo mangiato
tutti contenti
e non ho più smesso
la solita preoccupazione di soddisfare gli altri...
certo, ma comincio a sospettare che adesso quelli che ho intorno non siano così contenti
invece, ti ricordi che mia madre era così educata
quand'ero bebè, ogni volta che ruttavo mi tirava un ceffone
non per questo hai smesso
una zia di V
una signora molto educata e dall'eloquio elegante
ci ha raccontato che una sua amica
un'altra signora molto elegante e dall'eloquio educato
era stata il venerdì a una festa di compleanno
a un matrimonio il sabato
a un battesimo con rinfresco la domenica a pranzo
le tre volte mangiando esageratamente
per la domenica sera
l'avevano invitata ad una cena in un ristorante
non ne aveva nessuna voglia
ma
per non fare brutta figura
ci andò
(ciò mi ricorda un film dei monty python)
dai
quando arrivò il momento, il cameriere le chiese cosa desiderava
lei aprì la bocca per rispondere
e le uscì un rutto clamoroso
che risuonò in tutto il ristorante
che
come immaginerai
era un posto molto elegante
si, effettivamente sembra un film dei monty python
quando mi ricordo questa cosa mi torna un pò di allegria
circa 30 anni fa
avevo, non so se il primo, ma sicuramente uno dei primi walkman arrivati nella nazione
un sony
eccellente
(me lo vendette un tizio che sicuramente l'aveva rubato)
in quell'epoca me ne andavo dovunque con il mio sony walkman con degli enormi auriculari
felice
pero ovviamente tuuutti mi guardavano come se fossi sceso da un disco volante
un giorno salii su un autobus senza togliermi gli auricolari, presi il biglietto e andai a sedermi in fondo,
ascoltando musica molto forte
mi sedetti
e mi venne un ruttino
credevo di averlo emesso con discrezione
jua
in effetti mi sembrò di sentire qualcosa che non ricordavo in quel brano
e subito mi accorsi che le 22 teste davanti a me mi guardavano fissi con un'espressione schifata
compreso l'autista dell'autobus
da quel giorno cominciai ad emettere con attenzione i suoni corporali
in pubblico
martedì 26 gennaio 2010
bugie III - I lunedì della Contessa Barthory
Io aspettavo seduta e pensosa.
sarà lui quello che arriva?
lui prima era qualcuno che diceva sempre la verità (evidentemente mi sbagliavo in questa mera supposizione), e adesso veniva a confessare una bugia, usando la verità.
Se ci comportiamo da esseri intelligenti, la bugia deve esistere.
La bugia è un scudo e la verità una spada e così entriamo nell'arena.
La dose delle duevocse, il mix, farà la differenza tra l'ecatombe dello stupido ed il fascino dell'astuto.
Lo conosco da quando avevamo otto anni.
Gli cerco un nome nuovo per presentarlo, forse perché per ciò che di lui conoscevo, ci sia un errore in più.
Gli metto Galileo, per obbligarlo alla punizione di dover dire una bugia dell'unica verità che ha.
Galileo parla soavemente e studia sempre lo scenario in cui entra.
Cerca la polvere sugli scaffali più alti passeggiando lo sguardo e passando il dito e controlla i vasi immergendosi con un occhio solo nell'avvistamento e battendone il fondo come se si stessero strozzando con qualcosa andato di traverso
Poi si siede ed abbassa lo sguardo.
Questo rituale lo ripete da quanto mi ricordi.
Ossessivo traccia migliaia di volte una riga di circa dieci centimetri nella tovaglia ed incomincia con questa avvertenza:
non ti mettere insieme a quella gente...
Segue allora con la sua discolpa:
Tre anni fa, Ball z (chiamerò così un amico in comune fanatico di questi personaggi) lavorava alla radio, era produttore
di un programma condotto da un promettente ventenne con l'intelletto polemico dell'epoca.
Il programma consisteva nello spuntare un argomento qualsiasi ed il conduttore ne faceva fiorire un racconto, all'impronta, a volte rabbioso, e molti ascoltatori telefonavano in agitazione perché coincideva con qualche esperienza personale.
Era globología verbale, con le stesse parole, con un uguale globo, l'uomo incominciava a deviare e ne faceva una forma
esoterica, comica, terrificante o escatologica dello stesso valore.
Ma chiaramente, gli mancava la tecnologia.
Gli mancava perché dato che si trattava della radio, chi sapeva se il tizio non stava leggendo, e qualcosa di molto affettato e corretto?
Un argomento trovato statisticamente da un supercalcolatore che si collegava con le stessissime storie degli ascoltatori? (devo chiarire che allora non esisteva il pettegolo facebook, nè niente di simile).
Un mago che fa trucchi alla radio è per forza un fallimento. Una rarità. Una bugia.
Era obbligatorio andare a vedere, era necessario andare a smascherarlo in nome della verità e Galileo ci andò con la sua spada.
Un gruppo di sette od otto persone, erano gli altri testimoni del pubblico e col tempo sarebbero diventati l'elenco della sua seconda vita.
Una bionda di quel gruppo sarebbe stata, secondo Galileo, la causa della futura sparizione del pettegolo dall'etere e dalla vita come la conosciamo...
(come elemento di giustizia, queste persone hanno assicurato che effettivamente l'affabulatore creava, oppure che il trucco era ottimo, il che riabilita il giovane conduttore con la storia)
(continua)
Libera risemantizzazione dei dialoghi fra El Gloria e una certa Contessa Bathory, ad opera del Señor Profesor La Preglia
Libera traduzione ad opera di Tonio La Preglia
di Una Tal Condesa Bathory
Otra Produccion de Nada//Nulla Editions Copyright 2010
martedì 19 gennaio 2010
lunedì 18 gennaio 2010
bugie II - I lunedì della Contessa Barthory
che manipola la realtà involucra gli altri attori
obbligandoli ad improvvisare adottando comportamenti di fronte all'inaspettato
questo volontario e non accidentale inserimento di un elemento inaspettato
produce un fatto artistico
qualcuno che sta immaginando questa scena, da un posto qualsiasi, descrive minuziosamente il fatto ed i suoi attori
l'autore della rottura emettendo odore di adrenalina aspetta il momento opportuno per liberare il gas,
il sudore che corre per la schiena dell'uomo col completo che affronterà il suo cliente fra pochi minuti,
gli occhi fissi nell'indicatore del piano di un signore anziano,
un tizio trasandato con lo sguardo perso sul culo dell'altra, che pensa in quel momento solo a togliersi le scarpe
fino a sentire il penetrante odore a peto
il rotturista surrettizio in quel momento è padrone del pensiero di tutti, ha ottenuto che quattro persone siano focalizzate in un unico obiettivo, finire quel viaggio una buona volta, riuscendo a dimostrare agli altri che non sono stati loro i terroristi
chi pensa la scena, è stato uno di questi personaggi (convertiti ora in personaggi)
è stato lì
la scena è costituita di realtà e bugie in parti uguali, o forse, non sono bugie bensì semplicemente realtà decontestualizzate, mescolate e non agitate, come una vodka martini ben fatta, il racconto agisce, non in modo autobiografico, ma ha un effetto catartico, alleggerisce la coscienza dell'autore di un paio di pietre, forse non pietre criminali, ma sicuramente fastidiose
un lettore esterno, un terzo, riceve solamente l'informazione descritta
un lettore esterno completa la storia
è possibile che tra le righe percepisca un crimine, o magari non veda niente oltre ciò che è descritto
troverà il suo personale colpevole
la cosa buona,
è che forse il suo colpevole,
è più colpevole di quello dell'autore nonostante questo l'abbia visto accoltellare impazzito
Libera risemantizzazione dei dialoghi fra El Gloria e una certa Contessa Bathory, ad opera del Señor Profesor La Preglia
Libera traduzione ad opera di Tonio La Preglia
di Una Tal Condesa Bathory
Otra Produccion de Nada//Nulla Editions Copyright 2010
venerdì 15 gennaio 2010
controcurve III (tematiche tratte dai Dialoghi, dibattute in modo superficiale ma a volte stimolante, e forse meritevoli di un serio approfondimento)
la sua deviazione sugli sterrati della musica. Altri l'avevano fatto prima di lui, Stravinsky scrisse l'Ebony Concerto per Woody Herman, ma vogliamo dire che è stata la sua opera migliore? Anche Valentino Rossi ha fatto le sue belle figurette, è vero, ma da qui a dire che ha sbaragliato il campo al Rally di Monza o alla 6 ore di Vallelunga... Non tutti sono Sandro Munari, per dire, o Jacky Ickx, o Keith Jarrett; vogliamo aprire un dibattito?
mercoledì 13 gennaio 2010
controcurve II (tematiche tratte dai Dialoghi, dibattute in modo superficiale ma a volte stimolante, e forse meritevoli di un serio approfondimento)
io credo che
la musica classica è la formula uno
e il jazz è come il rally
giri sempre sullo stesso circuito
e ogni volta devi migliorarti
per arrivare a quell'unione
delle traiettorie ideali che producono il giro perfetto
questo è il solista nella musica classica
certo che se sbagli una curva
è un disastro
il pubblico se ne accorge
il jazzista percorre strade che su cui di norma tutti transitano
e cercando di tenersi sempre più o meno dentro la carreggiata
ma per farlo deve improvvisare in continuazione
tutto succede molto velocemente
non hai mai la macchina perfettamente diritta
molto interessante la tua analogia
adesso mio caro Milo ti chiedo
in che categoria corro io?
che non sono musicista classico e nemmeno jazzista
però improvvisatore?
macchinine da autoscontro??
martedì 12 gennaio 2010
Abusimbel blindfold test - 3
Chi è il contrabbassista che appare in questo filmato?
In alternativa si può rispondere con il nome del film da cui è tratto, o anche il regista, oppure che anno era, tanto...non si vince nulla
lunedì 11 gennaio 2010
bugie I - I lunedì della Contessa Barthory
Sospetti incrociati, sguardi obliqui
Informazione incompleta
nessuno suggerisce niente ma qualcosa galleggia nell'aria
e tutti desiderano che si dissolva presto, sperando di non risultare coinvolto
come quando in un ascensore pieno qualcuno esegue un scoreggia
(per il fatto della gallina che ha fatto l'uovo) (*)
un ascensore, cinque persone
tutti hanno un 20% di chance e lo sanno
i più abili perfezioneranno il calcolo
se a qualcuno è scappata un scoreggia
soffre durante tutto il viaggio in ascensore
perché sa di essere origine e colpevole dell'incidente.
Ognuno dei restanti viaggiatori verticali sopporta le conseguenze del volatile afflato e sospetta degli altri,
elaborando teorie su chi ha più espressione da scoreggia
Benché nessuno si manifesti minimamente per paura di passare come responsabile del sinistro
(paura di rimanere come il culo, bah...) (**)
ora
se in un ascensore ermeticamente chiuso e pieno di viaggiatori
(diciamo cinque passeggeri)
qualcuno deliberatamente molla un scoreggia e mantiene la sua espressione da poker
gli altri si comportano come sappiamo
ma
la scoreggia si trasforma in un fatto artistico
non la scoreggia in se stessa
quanto l'azione provocatoria
(continua)
Libera risemantizzazione dei dialoghi fra El Gloria e una certa Contessa Bathory, ad opera del Señor Profesor La Preglia
Libera traduzione ad opera di Tonio La Preglia
di Una Tal Condesa Bathory
Otra Produccion de Nada//Nulla Editions Copyright 2010
(*) approfondimento nel commento a seguire
(**) "quedar como el culo" espressione che non significa altro che "fare una pessima figura"
controcurve (tematiche tratte dai Dialoghi, dibattute in modo superficiale ma a volte stimolante, e forse meritevoli di un serio approfondimento)
veramente non ho mai capito i musicisti classici
perchè se davvero ti piace la musica tanto da essere musicista
come caspita ti puoi mettere a studiare
che no so
tuba
o
corno
o il triangolo
il triangolo è percussione e con le percussioni è diverso
ci sono opere che hanno percussioni ed altre no
hai poco lavoro
però quando ti chiamano suoni la tua crometta e ti pagano
ma in un'orchesta c'è sempre il corno o la tuba
però mai
mai
saranno minimamente protagonisti
è per questo che molti diventano jazzisti
è l'unico modo
quello o dedicarsi alla musica del xx secolo
però in linea generale non li capisco
anche gli strumenti solisti nella musica classica
ogni volta risuonano la stessa cosa
non potranno mai esprimersi
con rare eccezioni
come qualcuno
diciamo glenn gould
però sono come esclusi da ciò che è ammissibile
sono tollerati in quanto geniali
nient'altro
tutto ciò che sto dicendo, capisco che è brutale
ma l'ho sempre pensata così
e non riesco a cambiare
dimodochè, in realtà,
così è come la penso sui musicisti classici
l'artista ha per sua natura qualcosa di edonista
e ha bisogno di esprimersi
è mia opinione che il musicista classico non è un artista
è un impiegato comunale in più
giovedì 7 gennaio 2010
mercoledì 6 gennaio 2010
domenica 3 gennaio 2010
giovedì 31 dicembre 2009
Vita morte e miracoli del 2009
dài
(next, please)
veramente, perchè nasca Nulla bisogna aspettare luglio
va bene, ma il mondo ha continuato ad esistere in quei mesì, qualcosa sarà successo
credo che fosse solo una sorta di attesa
si potrebbe fare una specie di riassunto della seconda metà del 2009
fino a giugno anche Nada era stato abbandonato
si
veramente prima non è successo nulla, in un certo qual modo
certo, cosa cacchio ci importa delle guerre la fame nel mondo, le ripercussioni mondiali del crollo delle borse
un anno di crisi economica e finanziaria mondiale
l'influenza A
vedo che hai capito
luglio
"ho pranzato a fagioli e ceci e bevuto molta birra"
pubblicazione in esclusiva di alcuni appunti sconosciuti di J.D.Salinger
"es este el paraiso?"
(non tradotto, da consumare in lingua originale)
Il dialogo "è possibile che siamo già morti?" fra El Gloria e I Guardiani della Maledetta Ota (gruppo di blogger dei quali
prima o poi dovremo parlare)
agosto
"un silenzio più naturale, più 'zen', una sonorità ecologista e direi quasi vegetariana"
Fra le altre cose, senz'altro agosto è stato il mese dedicato a John Cage, culminato con l'esecuzione dell'opera "4'33" per
la prima volta in chiave simultanea intercontinentale (interpreti, ovviamente, El Gloria, alla prese con un udu di origine
uruguaiana, e Milo Temesvar, con il suo ovattato sax alto) e relative interviste.
settembre
"dio è una celebrità irraggiugibile"
un mese a forti tinte spirituali; l'argomento DIO dibattuto e proposto anche in alcune sue manifestazioni musicali
"¡Déjame, no quiero que me beses!"
Musica manipolata e video musicali prodotti dallo stesso El Gloria o rintracciati sul web
ottobre
"Ghost Writer/Ghost Translator"
Brevi meditazioni sulla realtà del blogger
novembre
"quella calda notte d'estate, umida di gin e birra, poco prima dell'alba, montammo su una fiat 128..."
Ricostruzione di una notte di velleità verso l'Atlantico
"sette del mattino, Gatta Cicoria e la pioggia"
Reportage fotografico di tre giorni d'autunno nel centro italia
"(avete i mercoledì lì da voi, o no?)"
El Gloria in un'eruzione di melanconica poesia in "Il muro di Berlino infrasettimanale"
dicembre
"otaniburila"
ricordi adolescenziali di Milo Temesvar
"...e pilota a tempo perso"
una collaborazione di SuperG, con un ricordo di Clay Regazzoni
martedì 29 dicembre 2009
Miami Davis V(o)ice
ne ho tratto una versione forse "davisiana", ispirandomi al suo mirabile senso della sintesi; togliendo ciò che non serve, e lasciando le scene nelle quali è presente Miles...
lunedì 21 dicembre 2009
The Yogurted Darkside of Temesvar
mi chiamo Milo Temesvar e mangio gli yogurt da quando avevo 14 anni
pla pla pla (applausi)
grazie
ma in realtà tutto è cominciato quando decisi che dovevo far colazione con i cereali
uhhhhhhhhh
e ci mettevo sopra il latte
però si ammalloppavano
insomma, si afflosciavano
si
succede a tutti a volte
certo, ma a 14 anni
è brutto
si
immagino
allora dopo diversi tentativi con altre sostanze
cocaina, efedrina?
provai a metterci lo yogurt
ah
e oltretutto è un'accoppiata che mi aiuta moltissimo
non dico sessualmente,
ma per fare la cacca
Quando sono venuto da voi l'ultima volta
trovavo solo gli Activia da 125 gr
che abbiamo anche qui
chiedendomi perchè lì costavano tanto meno che in Italia
dato che sono lo stesso prodotto
ma qui compro i vasetti da 500 gr
E' vero che a Baires sono stato solo nei supermercati dei cinesi
mai nei grandi supermercati
quindi può darsi che quelli da 500gr si trovino
il tuo aneddoto veramente non porta a nulla
non ho trovato una morale da metterci alla fine
ti è venuta a mancare la conclusione
è come un albero di Natale senza il puntale in cima
(metafora ad hoc per le feste)
domenica 20 dicembre 2009
"... Danseur, viveur, foutbaleur, tennista e pilota a tempo perso..."
Mi rammenta Milo Temesvar che pochi giorni fa sono passati tre anni da quando Clay Regazzoni si è schiantato in autostrada nei pressi di Parma.
Mi aveva chiesto qualche tempo fa, Milo, se me la sentissi di scrivere qualcosa su di lui, Clay, io “che lo avevo conosciuto”. Milo, molto più appassionato di me di automobilismo, però Clay lo conoscevo io e la cosa non mi è mai sembrata molto giusta, però Milo sta nella capitale, Clay stava a Mentone, io a Milano e organizzare l’incontro non mi è mai riuscito.
Mai stato troppo appassionato di automobilismo, dicevo, però ai tempi di Clay i Gran Premi li guardavo. Con “guardavo” Intendo dire che riuscivo a seguire un intero GP senza addormentarmi prima del sesto giro. Una Formula 1 parecchio meno noiosa di quella di oggi.
Anni fa mi occupavo di Sportline, un sito concepito nel ’96 per “raccontare lo sport raccontato dai protagonisti”. Esordio con le Olimpiadi di Atlanta e con la sponsorizzazione di IBM. Un bel giorno mi chiamano dall’IBM chiedendomi se voglio “ospitare” Regazzoni su Sportline.
“Quel” Regazzoni?
Proprio quello. Erano gli inizi del ’97 e Clay sarebbe partito da lì a poco per Panama, per partecipare alla Panama – Alaska. L’idea era di pubblicare su Sportline i suoi diari di gara. Più facile dirlo che farlo. Con l’elettronica Clay non aveva un rapporto troppo cordiale. Non solo quella a bordo delle vetture di F1 – che non perdeva occasione per criticare – ma anche quella a bordo dei PC. Forse soprattutto quella a bordo dei PC, in particolare del suo PC. Ci siamo messi d’impegno per insegnargli ad usarlo; come accenderlo, come scrivere, come salvare, come collegarsi ad Internet (IBM all’epoca aveva una divisione dedicata a Internet che si chiamava OneWeb e disponeva di un softwarino di connessione che contava oltre 1000 punti di accesso e del quale consentiva graziosamente l’uso agli amici per collegarsi da ovunque nel mondo al prezzo di una telefonata urbana) e spedire per email i suoi resoconti e qualche foto. La faccio breve. Per circa un mese arrivarono telefonate alle ore più impensate (per noi in Italia, per chi stava tra Panama e l’Alaska erano ore assolutamente ordinarie).
“Ti sto mandando il diario di oggi”.
Noi si apriva la posta e si aspettava il messaggio, pronti a metterlo online. Invece dell’email, arrivava un fax, tre o quattro fogli A4 vergati rigorosamente a mano, con tanto di classifica generale e di categoria. E improperi nei confronti del pc “che non funzionava”.
Negli anni successivi, ogni anno un grande rally per auto d’epoca: Londra-Sydney, Carrera panamericana, Inca Trail e altre che ora non ricordo. E poi le garette di due giorni, le cronoscalate, le corse sui kart, il campionato Fisaps, tutte cose che finivano su Sportline con racconti appassionati e faziosi. Ma devo ammettere che col tempo le sue performance informatiche sono decisamente migliorate, tanto che in occasione dell’ultimo rally riusciva a comporre i suoi testi direttamente all’interno del sistema di gestione del sito. A noi bastava cliccare su un tasto per pubblicarli. Quello che non cambiava mai era la vena polemica. Mi ricordava Bartali, c’era sempre qualcosa di sbagliato o da rifare.La scuderia Ferrari Marlboro (900 miliardi di budget) rifiuta un modesto obolo per una serata benefica
(SuperG)
Dopo aver vinto a Monza nel '70, Clay Regazzoni ottenne la sua seconda vittoria in Germania al Nurburgring nel '74 (questa è la copertina di Autosprint) dove il compagno di squadra Niki Lauda ebbe un incidente al primo giro; Clay precedette Jody Sheckter, il secondo al traguardo, di 50" (diconsi cinquanta secondi).E attenzione, stiamo parlando del vecchio circuito del Nurburgring, la Nordschleife di quasi 23 km con i suoi salti e le decine di curve, il Grüne Hölle, l'inferno verde (scusate, mi sto esaltando).
(*) si riporta a titolo di esempio il calendario gare 2003 di Clay Regazzoni:
| Marzo | 4-6: Salone di Ginevra |
| Aprile | 3: Rally Sanremo Storico |
| Maggio | 3-4: Salone Classico Monaco |
| Giugno | 3-8: Giro di Sicilia |
| Luglio | 4-6: 24 karting Portogallo |
| Settembre | Binetto Fun Cup |
| Ottobre | 5: Maratona Losanna (170 km), Losanna (CH) |
| Dicembre | Rally Giordania |
Campionato Fisaps Fiat Autonomy
| 24-25 maggio | Autodromo Adria |
| 7-8 giugno | Autodromo Misano |
| 12-13 luglio | Autodromo Vallelunga |
| 6-7 settembre | Autodromo Misano |
| 13-14 settembre | Autodromo Varano |
| 11-12 ottobre | Autodromo Magione |
| 25-26 ottobre | Autodromo Vallelunga |
| Dicembre | Motor Show Bologna |
sabato 19 dicembre 2009
sembro esserci, ma non sono da nessuna parte
ma nel tuo caso
una nullapresenza
un' inpresenza
in realtà abbastanza vicino alla mia idea di Dio
oggi mentre mi facevo la barba non avevo notato di essermi svegliato con deliri mistici
però, da quello che si vede...
l'avevo appena finito
allora mi sono strofinato sulla faccia un fungo
dici che è per quello?
poi hai cominciato a scrivere cose su un rotolo di fax?
no, ancora no, ho cominciato con la carta igienica
(anche se si rompe facilmente)
forse perchè ciò che scrivo è una merda
venerdì 18 dicembre 2009
Sono sempre stato fotografo
Ritorno a Roma, passano i mesi. A seguito di un trasloco trovo una scatola. Fotografie. Ricordi ricordati da nessuno. Scartabello, molte mai viste. Sconosciuti degli anni 50, oppure riconosciuti ma immortalati in momenti misteriosi. Ma una è indiscutibile, sono i miei, in formato 6x9. Giro la foto. Una dedica e la data, agosto '52. La rigiro; quel palazzo con la scritta Cinzano? simbolo di un brindisi? Comunque la foto l'ho fatta io, è ovvio; non ero nato, d'accordo, nel '52, ma allora perchè il palazzo mi guarda? Respingo l'argomento, abbandono la scatola e mi occupo d'altro più urgente. Ma a volte i pensieri hanno vita autonoma. La sera sto cenando ma lascio lì i ravioli, vado al computer, sono sicuro che è la dentro, fra alcune centinaia di foto digitali di quel viaggio. Sono divise per data di scatto. La trovo. La osservo.
Si vede che nel '52 la vegetazione era disposta diversamente.
Rintraccio nella scatola quella in bianco e nero, la scruto con la lente, la scannerizzo, la ingrandisco, la esploro sullo schermo. Le finestre lì in alto, di nuovo la sensazione di essere osservato.
Ritorno a quella recente, mi impunto sul muro laterale: pezzi sbocconcellati di lettere, la scritta Cinzano riaffiora beffarda. Guardo le finestre, anche quelle con le presenze dietro le imposte chiuse, e capisco.
Gli occhi forse non sono gli stessi, dopo quasi 57 anni. Ma gli sguardi sì. Gli sguardi hanno bisogno di occhi, ma sopravvivono a chi osserva.

giovedì 17 dicembre 2009
Vedere positivo
"Meglio un Duomo oggi che una carabina domani"
(liberamente tratto da un'idea di SuperG)










A.D. davvero... tuo padre urlava in greco mentre dormiva... o è un ricordo distorto dal tempo?
Cugina E a dire il vero urlava in tutte le lingue...anche in sanscritto!!e nella stanza accanto urlava Fratello V...pensa che cori!