Visualizzazione post con etichetta blues harp. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta blues harp. Mostra tutti i post

lunedì 4 aprile 2011

MACERIE // ciò che viene dopo

Titolo alternativo: quell'armonica
o anche: Back in the ČSSR.



Ecco due giovani turisti, uno all'apparenza germanico ma romano a tutti gli effetti, l'altro di origini incerte ma dall'aspetto decisamente abbruzzese; nessuno dei due poteva essere scambiato per russo, e ciò era positivo, dovendo intrattenere rapporti con i locali, nella Praga dell'84 della Repubblica Socialista Cecoslovacca.
Praghesi apparentemente non troppo disponibili nei confronti degli stranieri, per lo meno all'aperto, e più propensi ad attaccare discorso, con fare cospirativo, in certi locali dove la birra facilitava l'eloquio.
Una Praga da fotografare in bianco e nero, ben diversa da quella, eccessivamente a colori che avrei ritrovato10 anni dopo, con i McDonald's e i Pizza Hut.

Quasi ora di cena. Al ritorno da un giro nel quartiere ebraico, i due turisti sono in attesa alla fermata del tram che li avrebbe riportati in albergo. Le ombre della sera si allungano lentamente ma diventano improvvisamente protagoniste nel momento in cui, inaspettate, si spengono le luci dei lampioni ed anche le finestre delle case del centro piombano nel buio. La parola black-out è internazionale ed è l'unica comprensibile dai commenti dei passanti. In mancanza di informazioni più dettagliate, aspettare il tram a questo punto non è più realistico ed i due turisti si accingono a raggiungere a piedi la Sokolovská, l'arteria che dal centro diparte verso l'hotel. La strada è illuminata dalla residua luce serale e dai fari delle auto e di taxi liberi non ne passano.
Ci sono entità che si risvegliano nei momenti più impensati, se solo le condizioni lo permettono:

You know 'bout that babe, Lord, I had them old walkin' blues

dei due ragazzi in cammino, quello dall'aspetto abbruzzese, da sempre restio ad esibirsi in pubblico, estrae dalla tasca dei jeans la blues harp ed intona un riff, ripetendolo e variandolo di volta in volta con svisature diverse; dal buio lato opposto della strada, un gruppo di ragazzi approva ed incita commentando con frasi incomprensibili.


La Sokolovská


















Quell'armonica era una Tombo Folk Blues, un prodotto giapponese di ottima fattura.
Ne vediamo una versione aggiornata nel sito giapponese della Tombo:










Facciamo un salto nel tempo e nello spazio: 27 anni dopo, a Buenos Aires torna ad esibirsi, dopo un lungo intervallo, la Waitsed, band dedita alle cover di Tom Waits; chi non l'avesse fatto può assistere in questo video allo strumentale d'apertura del concerto. Seminascosto dal sassofonista El Guardian de la Maldita Ota, si ascolta El Gloria, ex bassista del gruppo, impegnato in un solo all'armonica. L'unico, in verità, dovendo ripiegare negli altri brani sul bongo, per ragioni di amplificazione.
Bene, quell'armonica era quell'armonica.

Regalai a El Gloria lo strumento, già usatissimo, durante un viaggio a Buenos Aires nei primissimi anni novanta, quando nè lui era El Gloria, nè io ero Milo Temesvar. Data la varietà e la quantità di strumenti musicali di cui disponeva il cugino in quell'epoca, mi sembrava atipico che non avesse una blues harp.
Ma l'ho reincontrata, nel viaggio di qualche mese fa, a casa di El Gloria, anche se in condizioni forse non ottimali:



E ho avuto modo di verificare che, in effetti, alcune note escono ancora.

(post che finisce così)

giovedì 31 marzo 2011

Prefazione (in blues) a ciò che viene dopo

Nel corso degli anni ho accumulato un certa quantità di armoniche (*).

In questo post vorrei presentare alcune delle più significative.

Nella prima foto l'antesignana, la prima di tutte, comprata quando avevo circa 20 anni, quindi già in età molto avanzata per iniziare a suonare. Comunque sia, mi presentai in un negozio di strumenti musicali (che non esiste più) del quartiere Trieste; avevo un registratore portatile a cassette con dentro un nastro registrato ad un concerto della Hard Time Blues Band di Enrico Micheletti. Accesi l'apparecchio davanti al negoziante e gli dissi "voglio suonare questo pezzo"; si udì una breve introduzione all'armonica che anticipava uno slow blues; "cosa devo comprare?". Il tizio estrasse una serie di blues harp dalle loro custodie e le provò una per una con una specie di soffietto finchè decise che era un blues in RE, visto che andava bene col suono che usciva dall'armonica in RE. Lui non sapeva, ed io lo scoprii tempo dopo, che nella second position, la più battuta, con l'armonica in RE ci accompagni un blues in LA. Ma tant'è: avevo la mia prima armonica, una Echo Super Vamper della Hohner.


Anyway, per chi non lo sapesse, esistono 12 posizioni, il che permette in teoria con una qualunque armonica di suonare in una qualunque tonalità. IN TEORIA.

La foto che segue illustra la Little Lady, regalo di un'amica, ed una Hohner nera in SOL per serate eleganti.


Qui, con sullo sfondo alcune blues harp cinesi, spicca una mitica Marine Band 364. Suonarla mi provoca uno sdoppiamento di personalità e rispondo solo al nome di Sonny Boy Williamson III.


Introdotto l'argomento, nel prossimo post non si parlerà di armoniche, ma di quell'armonica.





(*) oltre ad un cumulo di armoniche semidistrutte o smontate che conservo per realizzare un progetto che non ho ancora messo bene a fuoco.