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martedì 25 settembre 2012

Tre bloggers e un divano

E' talmente tanto tempo che non aggiorno il blog, che quasi non mi ricordo più come si fa. Ma andiamo al dunque. Durante un recente evento mondano in Piemonte, è finalmente avvenuto un incontro che da tempo auspicavo. La foto lo testimonia. Assieme al sottoscritto ed all'amico SuperG, ecco Gianlu, astro nascente del web e titolare di un blog che, come il suo nome (ciaogianlu.blogspot.it) lascia trasparire, è assolutamente eclettico. Il ragazzo (che forse non è il più giovane blogger italiano, ma sicuramente è il più giovane in Europa) ha inaugurato la sua creazione nel dicembre scorso e, compatibilmente con gli studi, trova il tempo per aggiornarlo con una certa regolarità.


Eccoci ritratti nell'atto di premere INVIO; un simbolico passaggio di consegne fra generazioni?

giovedì 7 ottobre 2010

Non ci andare, è un agguato!


L'omino di StreetView è indeciso sul da farsi: ha ricevuto una comunicazione dall'Agenzia delle Entrate



Il recente post su Inestetismi, mi sollecita una domanda tipica da uomo della strada (come quello della foto) e quindi la esprimo: quanto il rapporto fra l'uomo e le istituzioni è condizionato dagli ancestrali sensi di colpa del cittadino? e quanto le istituzioni ne sono consapevoli (e ci giocano)? parecchio, direi (mi rispondo da solo, nell'ipotesi che nessuno lo faccia).

Come Josef K. che nel Processo ignora il contenuto dell'accusa, il contribuente riesamina il suo passato per trovare la sua colpa, che DEVE essere da qualche parte.

giovedì 4 febbraio 2010

Un giorno nella vita di una pera

SuperG ha recentemente pubblicato su Picasa la collezione Vita da pera; dato che l'avvenimento, pur annunciato da tempo, forse non ha avuto l'eco che meritava, vorrei proporne un estratto:

(cliccando sulla foto si accederà all'intera sequenza)

domenica 20 dicembre 2009

"... Danseur, viveur, foutbaleur, tennista e pilota a tempo perso..."

(Enzo Ferrari)


Mi rammenta Milo Temesvar che pochi giorni fa sono passati tre anni da quando Clay Regazzoni si è schiantato in autostrada nei pressi di Parma.

Mi aveva chiesto qualche tempo fa, Milo, se me la sentissi di scrivere qualcosa su di lui, Clay, io “che lo avevo conosciuto”. Milo, molto più appassionato di me di automobilismo, però Clay lo conoscevo io e la cosa non mi è mai sembrata molto giusta, però Milo sta nella capitale, Clay stava a Mentone, io a Milano e organizzare l’incontro non mi è mai riuscito.

Mai stato troppo appassionato di automobilismo, dicevo, però ai tempi di Clay i Gran Premi li guardavo. Con “guardavo” Intendo dire che riuscivo a seguire un intero GP senza addormentarmi prima del sesto giro. Una Formula 1 parecchio meno noiosa di quella di oggi.

Anni fa mi occupavo di Sportline, un sito concepito nel ’96 per “raccontare lo sport raccontato dai protagonisti”. Esordio con le Olimpiadi di Atlanta e con la sponsorizzazione di IBM. Un bel giorno mi chiamano dall’IBM chiedendomi se voglio “ospitare” Regazzoni su Sportline.

“Quel” Regazzoni?

Proprio quello. Erano gli inizi del ’97 e Clay sarebbe partito da lì a poco per Panama, per partecipare alla Panama – Alaska. L’idea era di pubblicare su Sportline i suoi diari di gara. Più facile dirlo che farlo. Con l’elettronica Clay non aveva un rapporto troppo cordiale. Non solo quella a bordo delle vetture di F1 – che non perdeva occasione per criticare – ma anche quella a bordo dei PC. Forse soprattutto quella a bordo dei PC, in particolare del suo PC. Ci siamo messi d’impegno per insegnargli ad usarlo; come accenderlo, come scrivere, come salvare, come collegarsi ad Internet (IBM all’epoca aveva una divisione dedicata a Internet che si chiamava OneWeb e disponeva di un softwarino di connessione che contava oltre 1000 punti di accesso e del quale consentiva graziosamente l’uso agli amici per collegarsi da ovunque nel mondo al prezzo di una telefonata urbana) e spedire per email i suoi resoconti e qualche foto. La faccio breve. Per circa un mese arrivarono telefonate alle ore più impensate (per noi in Italia, per chi stava tra Panama e l’Alaska erano ore assolutamente ordinarie).

“Ti sto mandando il diario di oggi”.

Noi si apriva la posta e si aspettava il messaggio, pronti a metterlo online. Invece dell’email, arrivava un fax, tre o quattro fogli A4 vergati rigorosamente a mano, con tanto di classifica generale e di categoria. E improperi nei confronti del pc “che non funzionava”.

Negli anni successivi, ogni anno un grande rally per auto d’epoca: Londra-Sydney, Carrera panamericana, Inca Trail e altre che ora non ricordo. E poi le garette di due giorni, le cronoscalate, le corse sui kart, il campionato Fisaps, tutte cose che finivano su Sportline con racconti appassionati e faziosi. Ma devo ammettere che col tempo le sue performance informatiche sono decisamente migliorate, tanto che in occasione dell’ultimo rally riusciva a comporre i suoi testi direttamente all’interno del sistema di gestione del sito. A noi bastava cliccare su un tasto per pubblicarli. Quello che non cambiava mai era la vena polemica. Mi ricordava Bartali, c’era sempre qualcosa di sbagliato o da rifare.

Per lui l’automobilismo era una cosa seria ma ci rideva sopra e faceva ridere gli altri. Qualche volta invece si imbestialiva proprio ed era quando trovava il parcheggio per handicappati occupato da chi non ne aveva diritto, o barriere architettoniche tanto stupide quanto arroganti, o le colonnine SOS dell’autostrada inaccessibili a persone in carrozzina. Allora sì che inveiva, scriveva a mezzo mondo, telefonava all’altro mezzo, minacciava di scendere in campo….

Ho sempre avuto il sospetto che non potesse stare troppo a lungo senza avere quattro ruote motorizzate sotto il sedere (*). A parte l’agonismo, era sempre in giro per l’Italia. Secondo me, se poteva scegliere tra l’andare a trovare qualcuno (un meccanico, un carrozziere, un fornitore di motori per la Mustang, uno di sospensioni per la Mercedes 300 SEL – un mostro argentato del ’69, otto cilindri per 6300 cc – o anche solo un amico) dietro l’angolo o a 800 chilometri di distanza, non c’era spazio per il dubbio. Sceglieva quello più lontano, e sospetto anche che non percorresse necessariamente la strada più breve. In quasi dieci anni di frequentazione, credo che le telefonate fatte dalla terraferma si possano contare sulle dita di una mano.

Era sempre di corsa, ma quando si riusciva ad avere un’ora tranquilla, sulla terraferma, era uno spasso. I racconti della “sua” F1 erano fenomenali. Mi è capitato di essere con lui in un bar e dopo un quarto d’ora avere una piccola folla intorno ad ascoltare e interrogare: imperdibile la storia del mondiale ’74 perso per tre punti e vinto da Fittipaldi. A Clay non gli era mica passata ancora, mentre a Montezemolo le orecchie dovevano fischiare frequentemente. E non perdeva occasione per ricordare il suo rapporto di odio e amore con la rossa. Un esempio? Leggete questa news che risale, direi, al 2000:


La scuderia Ferrari Marlboro (900 miliardi di budget) rifiuta un modesto obolo per una serata benefica

In un fax, inviato a Giacomo Tansini presidente del "Club CR aiutiamo la Paraplegia", Stefano Domenicali, Team Manager della scuderia Ferrari, con l'avvallo di Jean Todt, rifiuta la richiesta di un berrettino e di una maglietta per la serata benefica del Club che si terrà il 18 novembre prossimo.

Testualmente: "...causa numerose domande non ci è possibile soddisfare la Vostra richiesta."

COMPLIMENTI!

Agli amici lettori ricordo che la vendita dei "gadget" Ferrari rende oltre 5 miliardi e che la sceneggiata delle parrucche rosse è costata oltre 300 milioni!

Oppure come durante le due stagioni nelle quali ha tenuto, su Rombo e su Sportline, una rubrica fissa di commento al mondiale. Ci capiva, non c’è dubbio, e non le mandava a dire per cui io ero terrorizzato al pensiero che un giorno le sparasse troppo grosse.

Una cosa mi ha sempre colpito di Clay. Mi capita per lavoro e non solo di frequentare grandi atleti del recente passato. Gente che ha vinto l’Olimpiade, mica il campionato regionale. Giovani uomini e giovani donne che per tre mesi vengono riconosciuti/e per strada ma dopo un anno nessuno più se li fila. Clay era fuori dal giro da 20 anni (certo c’erano i commenti tecnici in tv, che aiutano) ma lo conoscevano (e riconoscevano) tutti. È venuto alcune volte a trovarmi in ufficio; nei giorni successivi incontravo il barista, l’edicolante, il benzinaio, condomini del palazzo che mi dicevano “ho visto che ieri è stato da lei il grande Clay”. Va detto che uno che circolava per Milano con la Mercedes 300 SE del ’67 che vedete nella foto non poteva passare certo inosservato.
Un’auto pazzesca, sulla quale ho avuto l’onore di farmi trasportare e sulla quale mi aveva anche proposto di essere suo navigatore in un rally (gli avevi risposto che “magari una prossima volta”, ma comunque non credo lo dicesse sul serio). Anche io, che pure sono uno che l’auto la intende come una delle opzioni che mi consentono di spostarmi da un punto A a un punto B, quando la metteva in moto godevo sommessamente.

Poi le nostre strade si divisero – per una serie di ragioni il suo sito ufficiale divenne un altro – e le occasioni di incontro si diradarono, qualche telefonata, qualche caffè, un paio di cene organizzate dal Club Clay Regazzoni Aiutiamo la Paraplegia, fino a un freddo pomeriggio in cui una mia collaboratrice che stava ascoltando la radio mi mandò un sms con due sole parole. Povero Clay.

(SuperG)




Dopo aver vinto a Monza nel '70, Clay Regazzoni ottenne la sua seconda vittoria in Germania al Nurburgring nel '74 (questa è la copertina di Autosprint) dove il compagno di squadra Niki Lauda ebbe un incidente al primo giro; Clay precedette Jody Sheckter, il secondo al traguardo, di 50" (diconsi cinquanta secondi).
E attenzione, stiamo parlando del vecchio circuito del Nurburgring, la Nordschleife di quasi 23 km con i suoi salti e le decine di curve, il Grüne Hölle, l'inferno verde (scusate, mi sto esaltando).



Fu l'anno in cui Clay andò più vicino a vincere il Mondiale, perdendolo al GP degli USA a Watkins Glen in una gara per lui disastrosa. Riporto le pagine di Autosprint con il commento di Andrea De Adamich, l'intervista a Regazzoni ed il riepilogo del campionato per quanto riguarda i protagonisti di quell'anno (cliccare per ingrandire).
Quel campionato è tutt'oggi oggetto di discussione, anche sul Web, fra gli appassionati e gli addetti ai lavori ultracinquantenni. Si sostiene che l'allora direttore sportivo, il giovane Montezemolo (ebbene sì) aveva favorito Niki Lauda nella lotta al titolo e addirittura non aveva mandato a Watkins Glen l'ing. Forghieri (che parteggiava invece per Regazzoni). E' recente invece una dichiarazione di Forghieri nella quale si accolla la responsabilità della sconfitta di quell'anno, sostenendo di essere arrivato tardi in pista non potendo mettere a punto la Ferrari di Clay. "Colpa di un visto che non c’era sul passaporto, di un volo perso per ritornare a Milano a farlo e di una tempesta di neve che mi bloccò tra Chicago e il circuito”. Mah...

(Milo Temesvar)




(*) si riporta a titolo di esempio il calendario gare 2003 di Clay Regazzoni:

Marzo

4-6: Salone di Ginevra
8: Prove Adria Fun Cup
30: Monza Fun Cup

Aprile

3: Rally Sanremo Storico
13: Vallelunga Storiche
25-27: Rally storico Biella

Maggio

3-4: Salone Classico Monaco
6-11: Turismo de caretera, Buenos Aires
17: Dijon, Trofeo Toyota Yaris Francia
22: 1000 Miglia
25: Coppa Intereuropa Monza
30-31: Bologna Faticosa

Giugno

3-8: Giro di Sicilia
11: Club Italia, Salerno
22: Val de Vienne, Trofeo Toyota Yaris Francia
28: Club Anciens Drivers, Losanna (CH)

Luglio

4-6: 24 karting Portogallo
12-13: 24 ore SPA Fun Cup
27: Misano Storiche

Settembre

Binetto Fun Cup
7: Albi, Trofeo Toyota Yaris Francia
19-21: Salone di Monaco
27: Ledenon, Trofeo Toyota Yaris Francia

Ottobre

5: Maratona Losanna (170 km), Losanna (CH)
10-16: Rally Tunisia
16: GP Tripoli storico
26: Nantes, Trofeo Toyota Yaris Francia
30-2/11: Targa Marocco

Dicembre

Rally Giordania

Campionato Fisaps Fiat Autonomy

24-25 maggio

Autodromo Adria

7-8 giugno

Autodromo Misano

12-13 luglio

Autodromo Vallelunga

6-7 settembre

Autodromo Misano

13-14 settembre

Autodromo Varano

11-12 ottobre

Autodromo Magione

25-26 ottobre

Autodromo Vallelunga

Dicembre

Motor Show Bologna


venerdì 16 ottobre 2009

Porca miseria, c'è del fumo in cabina

(di SuperG)

Non so bene cosa sono ma se dovessi definirmi forse mi definirei "liberal" o qualcosa del genere, con qualche forzatura addirittura tollerante.
Sono convinto, ad esempio, che se uno decide di non essere fumatore per me è liberissimo di non esserlo. Non sarò certo io a convincerlo o a obbligarlo a fumare.
Esattamente come penso che chi odia le discoteche abbia tutti i diritti di non frequentarle, chi non sopporta le ostriche abbia tutti i diritti di non nutrirsene, chi non beve almeno due litri di acqua al giorno sia liberissimo di non berli, chi va con lo zoppo possa anche non imparare a zoppicare. Chissenefrega, sarà mica la fine del mondo.

Poi, chiaro, non è che si possa essere liberal a tutto tondo. Ci sono delle cose che proprio non sopporto e che proibirei senza se e senza ma. Non tollero ad esempio quelli che il sabato indossano la tuta e vanno al supermercato a fare la spesa; se poi ai piedi infilano il mocassino nero vedo poche alternative alla fucilazione sul posto. E, come tutti, penso che se:
  1. tutti avessere le stesse mie idee (che sono ovviamente giuste) e i miei gusti (che sono senza dubbio i più qualificati)
  2. le decisioni (quelle importanti che riguardano i destini del mondo, non che cravatta annodarmi al collo la mattina) potessi prenderle solo io
il mondo sarebbe un luogo assai più gradevole per viverci.

Tutto questo e anche altro pensavo leggendo la notizia del camionista multato di 300 dollari canadesi in Ontario perché sorpreso a guidare con la sigaretta in bocca (ripresa anche da Ennio Caretto sul Corriere). Mica perché nell'Ontario ci sia una legge che proibisce di guidare fumando. Nemmeno una che vieti di fumare guidando. Però ce n'è una che proibisce il fumo nei luoghi di lavoro. Per cui il solerte poliziotto che si è visto sfilare davanti il truck nella cui cabina si riconosceva chiaramente la brace di una sigaretta allegramente penzolante tra le labbra del driver non ha avuto dubbi. Si è mai visto un guidatore di truck che va a fare surf col truck? o che va a scampagnare col truck? No. Quindi costui sta senza dubbio lavorando. E la cabina, non v'è dubbio, è il posto di lavoro . Ed è scattato il multone.

La cosa è finita sui giornali e il malumore, gli interrogativo e i dubbi hanno iniziato a serpeggiare.
L'abitacolo di un tale che si sposta con la sua auto dal punto A al punto B per lavoro, è un luogo di lavoro?
E il lavoratore che un giorno decidesse di lavorare da casa, potrebbe fumare una sigaretta in tinello?
Per un camionista fa differenza se il truck è suo-suo (un padroncino) o del suo datore di lavoro?
E l'asfaltatore che lavora all'aperto? Come regolarsi?

E' che i canadesi sono un popolo normativo. Nella provincia dell'Alberta, ad esempio, è in vigore dal 2008 una legge che, tra le altre cose, vieta di fumare a meno di 5 metri dall'ingresso (e anche dall'uscita, metti che qualcuno faccia il furbo) degli edifici pubblici. Quindi capita di imbattersi in cartelli come quello qui sotto che intimano di spegnere la sigaretta (o in alternativa di attraversare la strada).

martedì 15 settembre 2009

Inestetismi: (Pro)fumo nel parco

(di SuperG)
Apprendo con un misto di allegria e preoccupazione che il comune di Milano intende vietare di fumare nei parchi e giardini milanese in presenza di bambini e anziani.
Niente di deciso ancora, l'assessore Landi di Chiavenna dice che ci stanno lavorando e la cosa mi rende più sereno.
Nulla da dire per carità sul non fumare vicino ai bambini.
L'inquietante interrogativo è come sarà quantificato quell' "in presenza". E' sufficiente che ci sia un bambino o un anziano nel parco, foss'anche dalla parte opposta? Cento metri? Quindici metri?
Inoltre: a quale età il bambino smette di essere tale? E un anziano inizia ad essere tale? Conosco persone di 70 anni che se gli dai dell'anziano ti disfano.
E se uno passeggia nel parco in compagnia di un anziano al quale non dà fastidio il fumo e gli frega nulla che altri fumino, può accendersi una sigaretta senza rischio?
Ma soprattutto la domanda che mi toglie il sonno è: un anziano potrà passeggiare solitario nel parco fumando una sigaretta?
Già me lo vedo il vigile:
"Spenga subito quella sigaretta, lo sa che non si può fumare in presenza di un anziano?"
"E dove sarebbe l'anziano?"
"Lei"

Vorrò esserci.

(fonte: http://inestetismi.blogspot.com/)