martedì 3 luglio 2012
dialoghi dietrologici
notevole l'eclettismo e l'eterogeneità di questa casa editrice, no?
ah, un autore cinese
un medico specialista
Dickens
Hernandez
e un certo Polo che non ne ho una fottuta idea di chi sia
se fosse Marco, allora sì, ma...
ah, il fratello romano di Marco Polo
Julio Cesar Polo...
aspetta che provo a trovarlo...
...
NON C'E' SU GOOGLE!
naaa...
incredibile
non mi è mai successo di non trovare assolutamente nessuna informazione su qualcosa
deve essere qualcuno veramente,
veramente
importante, però in maniera occulta
è che non trovo niente neanche sui suoi libri
forse sono stati proibiti dall'Inquisizione
e, come avviene in 1984,
hanno cancellato tutto il passato dell'autore
e tutte le notizie sui suoi libri
tu credi che nei suoi libri aveva messo in cattiva luce il fratello Marco e per questa ragione...
mmmh
può essere...
sabato 23 giugno 2012
giovedì 31 maggio 2012
venerdì 25 maggio 2012
mercoledì 23 maggio 2012
Secondo gli strumenti a mia disposizione...
risulterebbe che questo blog ha avuto un incremento di accessi notevole a partire dal giorno che ho pubblicato quel memorabile post nel quale mi chiedevo se una cospicua quantità di cacca presente nell'attività onirica poteva considerarsi fatto foriero di buone nuove o avvenimenti positivi; più che altro la domanda verteva sull'ipotesi che un sogno caratterizzato da tale presenza si potesse considerare alla medesima stregua del tipico calpestamento, generalmente involontario, di fecalomi prodotti, il più delle volte, da molossi o segugi di media taglia.
In realtà trattavasi di domanda retorica, non credendo io effettivamente nella possibilità di poter prevedere, attraverso l'interpretazione dei più svariati segnali, l'andamento delle nostre fortune.
Comunque, se tanti accessi ci sono stati su quel particolare post, qualcosa vorrà dire.
Invece devo ancora finire, anzi iniziare il post su Lola Falana, show-girl molto presente sui nostri schermi negli anni settanta.
Le vicende della ballerina, cantante e attrice che negli anni novanta era stata protagonista di una svolta di tipo spirituale, dedicandosi agli orfani delle zone sub-sahariane, in seguito (anche, immagino) a seri problemi di tipo neurologico, mi sembrava parecchio stimolante.
Pigrizia, forse, la mia. O scrupoli, chissà. Ma non so se riprenderò l'argomento.
In realtà trattavasi di domanda retorica, non credendo io effettivamente nella possibilità di poter prevedere, attraverso l'interpretazione dei più svariati segnali, l'andamento delle nostre fortune.
Comunque, se tanti accessi ci sono stati su quel particolare post, qualcosa vorrà dire.
Invece devo ancora finire, anzi iniziare il post su Lola Falana, show-girl molto presente sui nostri schermi negli anni settanta.
Le vicende della ballerina, cantante e attrice che negli anni novanta era stata protagonista di una svolta di tipo spirituale, dedicandosi agli orfani delle zone sub-sahariane, in seguito (anche, immagino) a seri problemi di tipo neurologico, mi sembrava parecchio stimolante.
Pigrizia, forse, la mia. O scrupoli, chissà. Ma non so se riprenderò l'argomento.
martedì 22 maggio 2012
sabato 12 maggio 2012
martedì 1 maggio 2012
time to olvid
quanti orologi ci sono in casa, appesi ai muri, sveglie, display di lettori di dvd, nell'auto, il cellulare che tengo sempre impostato con l'ora bene in grande, visto che lo uso - appunto - come orologio.
non ci si fa caso, finchè non si decide di non sapere che ora è; allora sì, ti rendi conto di tutti gli angoli, e le angolazioni che la tua vista deve evitare per non incontrare la consapevolezza dell'ora e, ancora peggio, dei minuti, per ingannare anche gli orologi biologici, se possibile.
adesso vado in campagna, da domani pomeriggio magari ricomincio a sapere che ore sono.
sarò senza internet, e dato che sarò anche senza auto, non credo che potrò andare nella piazzetta della banca a servirmi della wireless sprotetta che, come successo altre volte, un tizio ormai familiare ma sconosciuto mi ha inconsapevolmente messo a disposizione.
non ci si fa caso, finchè non si decide di non sapere che ora è; allora sì, ti rendi conto di tutti gli angoli, e le angolazioni che la tua vista deve evitare per non incontrare la consapevolezza dell'ora e, ancora peggio, dei minuti, per ingannare anche gli orologi biologici, se possibile.
adesso vado in campagna, da domani pomeriggio magari ricomincio a sapere che ore sono.
sarò senza internet, e dato che sarò anche senza auto, non credo che potrò andare nella piazzetta della banca a servirmi della wireless sprotetta che, come successo altre volte, un tizio ormai familiare ma sconosciuto mi ha inconsapevolmente messo a disposizione.
domenica 29 aprile 2012
mercoledì 25 aprile 2012
sabato 14 aprile 2012
domenica 25 marzo 2012
domenica 12 febbraio 2012
Sfalassà bridge
![]() |
| fonte |
lunedì 2 gennaio 2012
mercoledì 21 dicembre 2011
domenica 18 dicembre 2011
Ventidue anni fa
Timișoara (in ungherese Temesvár, in tedesco Temeswar o Temeschwar o Temeschburg, in serbo Темишвар, in turco Temeșvar) è un municipio della Romania di 307.347 abitanti [nel 2007], capoluogo del distretto di Timiş, nella regione storica del Banato, appartenuto all'Ungheria fino al 1918.
Tutte le varianti del suo nome derivano dal fiume Timiș, che sfocia nel Danubio vicino a Belgrado. Timişoara è una città multiculturale, con influenti minoranze, principalmente tedeschi, magiari, e serbi, ma anche italiani, palestinesi, e greci. Importante centro industriale, fu la prima città europea ad avere lampioni elettrici.
(fonte: Wikipedia)
La città non è però attraversata dal fiume Timiș, ma dal canale Bega.
La città non è però attraversata dal fiume Timiș, ma dal canale Bega.
Gemellata con diverse città fra cui Treviso (dov'è nato mio padre) e Graz (la città di Jochen Rindt e Oscar Klein).
Il 16 dicembre del 1989, a Timișoara scoppia la rivoluzione che portò alla caduta di Ceaușescu.
Negli stessi giorni, a Panama, gli USA rovesciano il governo del generale Noriega, ex-informatore della CIA; ed in Brasile si svolgono le prime elezioni libere, dopo 25 anni di dittatura.
Ah, e debuttano in prima serata nella rete Fox Broadcasting Company gli episodi di mezz'ora dei Simpson.
Etichette:
Jochen Rindt,
Oscar Klein,
Simpson,
Temesvár,
Temeșvar,
Timișoara
mercoledì 23 novembre 2011
Macerie: i cani dopo
Un breve excursus sui Cani Successivi:
Molti anni dopo Black, un altro cocker:
Till, l'Esagerato Contestatore Olandese, il Cane Filodrammatico, certo un tipico Cane Anni Settanta.
| Till |
| Till |
Dick e Lady preesistevano al mio primo periodo di frequentazione di Raymond Castle e della Contessa V, e con loro ho avuto un rapporto di rispettosa convivenza.
| Dick (La Forza, l'Equilibrio e la Riservatezza) |
| Lady (o Desi, o Lady Daisy) (la Prepotente e Possessiva) |
Artù è stato invece un Mio Cane Condiviso a tutti gli effetti anche se non convivente; aveva preso residenza in campagna ma ci si frequentava spesso.
Artù: l'Allegro, l'Affettuoso, l'Atletico. L'Atipico.
| Artù in un ritratto giovanile |
| In azione |
lunedì 21 novembre 2011
Macerie: il cane numero uno
Trovo cose: questo foglio è una specie di certificato di nascita del cane numero uno, o forse cane numero zero, considerando che quando sono nato lui era già in casa. Un cocker, questo Black, di cui ho anche una o due foto, in qualche album, dentro qualche scatolone, in un magazzino. Salteranno fuori.
Il foglio mi riporta alla mente ciò che mi raccontavano i miei riguardo questo cane. Comprato dal proprietario siriano di un negozio di scarpe di Quilmes, era di indole mansueta ma il mio arrivo a casa provocò in lui delle evidenti crisi di gelosia, che lo spinsero ad architettare e mettere in pratica numerosi furti ai danni di accessori di mia pertinenza (*). Si deduce dal foglio che aveva compiuto un anno da poco al mio arrivo in quella villetta di Quilmes.
Circa un anno dopo la mia nascita ci stavamo già trasferendo a Firenze, e Black fu lasciato in buone mani, presso amici di famiglia. Per uno come me particolarmente cagionevole di sensi di colpa, mi sembra abbastanza.
Ah, quell'indirizzo di Mar del Plata (San Juan 2166) non so a cosa si riferisca. Se qualcuno avesse la ventura di passare da quelle parti, dia un'occhiata e mi facesse sapere, per favore.
(*) Sì, esatto, soprattutto pannolini, 'mbè?
sabato 29 ottobre 2011
Le solite divagazioni (ma ditelo se esagero)
| Aa, una chiesa di Groningen (foto Wikipedia) |
A suo tempo, il cugino El Gloria ed io installammo sui nostri blog Feedjit, non so se avete presente quel trespolo con le bandierine che dice chi si è collegato al blog, quando, e (a volte) perchè.
Personalmente lo trovavo divertente, anche se i primi tempi mi procurava una certa apprensione accorgermi che proprio in quel momento uno sconosciuto era casualmente capitato su qualche nostro post e forse stava anche leggendo le cazzate che avevamo scritto. Invece il cugino d'oltre Atlantico non ha mai dato molta importanza allo strumentino, trovandolo impreciso, casuale e poco affidabile.
Venne il momento che l'altro mio blog (quello nostalgico sulle gare d'auto) cominciò ad avere un certo codazzo di visitatori abituali e raggiunse una limitata popolarità. Cercai uno strumento un pò più sofisticato che mi permettesse di avere una maggiore percezione delle visite, e incontrai StatCounter.
Lo montai sul blog nostalgico ed anche qui, su Nulla.
Indubbiamente StatCounter dà maggiori informazioni, è più specifico su cosa fanno i visitatori, cosa si scaricano, quanto tempo passano sui post, eccetera. Anche se non è scevro anche lui di una certa imprecisione sulla provenienza dei lettori, dovuta, immagino, alla faccenda degli IP dinamici.
Comunque adesso convivono, i due strumenti, e direi piuttosto pacificamente.
E' normale che, per lo stesso accesso, indichino località diverse ma relativamente vicine fra loro.
Ma in certi casi entrano in conflitto in maniera esagerata.
Faccio alcuni esempi di come lo stesso visitatore viene interpretato diversamente dai due gadget:
(temo si dovrà cliccare sulle immagini per vederle meglio, ma per chi non avesse voglia di farlo, le spiego a parole)
| un accesso visto da Feedjit |
![]() |
| lo stesso accesso visto da StatCounter |
Questo è un caso abbastanza tipico: il nostro amico brasiliano giunge al blog attraverso Google Web Preview, e Feedjit ci segnala che l'accesso è avvenuto da Mountain View, California, che è appunto una sede di Google.
| questo signore viene da Groningen, Olanda |
![]() |
| quest'altro signore viene dal Veneto, ma guarda caso alla stessa ora e sullo stesso post dell'altro signore, e, notare, usando Google Web preview |
| oh, un altro ospite che viene da Groningen (sarà il caso di organizzare un pullman?) |
![]() |
| stessa ora della notte, stessa pagina del blog, ma viene da Firenze, e sempre usando quel browser |
Direi che il meccanismo è piuttosto chiaro, ed il ricorso a StatCounter spiega quella quantità di accessi da Groningen che Feedjit mi restituiva.
Groningen, località jolly da affibbiare ai lettori che Feedjit non sa da dove vengono?
E' l'ipotesi che avevo fatto, finchè ho scoperto che nella località olandese c'è un enorme Google Data Center (niente avviene per caso) apprezzabile per esempio dalle foto di questo utente Flickr (http://www.flickr.com/photos/erwinboogert/sets/29760/).
Ma, a questo punto, e nell'attesa che un giorno un vero visitatore di Groningen in carne ed ossa si faccia vivo su questi blog... la curiosità di una visitina alla città mi è venuta, ed è quello che ho fatto, ovviamente attraverso la rete, per vedere, oltre al Datacentrum, quali altri motivi di interesse possa offrire.
Questa cartolina proviene direttamente da Wikipedia:
Forse proprio ciò che ci si aspetta da una città olandese?
(fine 1.a parte)
Etichette:
aneddoti in cui non succede nulla,
Groningen
mercoledì 26 ottobre 2011
Eccola una risposta, mettiamola da parte
Un breve dialogo con V, incentrato sul perchè avessi scelto questa immagine per rappresentarmi su Blogger e (ebbene sì) su facebook.
La domanda è: ti identifichi di più in James Stewart? nella sua ombra? in Harvey? o nell'ombra di Harvey?
Scelgo Harvey, ovviamente. Anche perchè non c'è nell'immagine.
Sì, mi risponde V, ma sai perchè non c'è Harvey nella foto? Perchè la stava scattando lui.
Ma cazzo. Ci sarei dovuto arrivare da solo.
Si ricollega parecchio, direi. Con cosa? ma per esempio con la famosa foto della cresima, quella che secondo la testimonianza di Art Blakey (o di un suo sosia), sarebbe stata scattata da un mio sosia. Un clone, che però si sarebbe prodotto di poco più vecchio di me (su questo punto mi sfugge forse qualche inquietante verità?).
Ad ogni modo, la consonanza con l'ipotesi di V sulla locandina del film di Henry Koster non si può ignorare.
Parallelismi che si mantengono in equilibrio fra Calvino, con la sua pulsione ad incrociare destini presso taverne o castelli un pò isolati, e la contrastante tendenza di Borges a biforcare sentieri, quando solcano giardini altrettanto isolati.
(foto Perelli)
Etichette:
continua,
Italo Calvino,
J.L.Borges,
James Stewart
Iscriviti a:
Post (Atom)















