sabato 22 maggio 2010
Gnocchi alle Termopili (La Storia si ripete)
martedì 30 marzo 2010
san telmo acid (90bpm)
sonoclip by El Gloria Music&Video
NadaNulla Productions 2010
lunedì 29 marzo 2010
multiple choice - I lunedì della Contessa Barthory

Vero – falso sono due caselle vuote.
In una si metterà una croce che affermerà o negherà un enunciato.
Si usa generalmente negli esami.
Senza caselle stampate e senza croci si userà tutto il tempo finché vivi.
Un educatore mente per vedere se il suo studente gli mente.
Non gli chiede che gli getti delle certezze, con una domanda alla quale la risposta farà onore e la chiuderà in un tutto, con il coraggio e l'onestà di chi si sottomette al sapere coscienzioso; piuttosto lo inizia ai labirinti del rischio e lo tenta alla bugia non enunciata, non creata, non sussurrante e confusa, per coprirsi del suo stato di dubbio eterno.
La cosa sincera del metodo è che benché tutti, compreso il maestro, sappiamo che la consegna corretta è dire sempre la verità, il maestro mente a volte e crede di farlo per una causa nobilíssima: comprovare che l'insegnamento offerto è stato ben ricevuto.
Para intercettare il vantaggio che danno le statistiche che sempre nel loro destino di giustizia tenderanno al fifty-fifty, l'astuto maestro penalizza la risposta erronea con una doppia mancanza.
In qualche modo rende coercitivo il gioco d'azzardo e lo demoralizza, facendo credere allo studente che sarà meglio confessare di non sapere, piuttosto del coraggio animale dell'ambarabà ciccì coccò, con cui scegliere dove mettere la x.
Ignora così per un istante che troppo tentatore è il sapore del caso, del peccato e dell'adrenalina e che ce lo portiamo dalla nascita.
Appare un esame di questi in qualunque momento a chiunque di noi.
Arrivata la maledetta prova per Galileo
scoprì la sua passione per la moretta in quell'istante, ma decise per la casella pericolosa di non lasciare la Principessa.
Sommergendola così più nel tradimento anestetizzato della bugia a rate, che nell'angoscia dolorosa della verità in contanti.
Si credette capace di sopportarlo e di nasconderlo ma Morales e Cortez apparvero goffamente facendo rumore, scalciando delle lattine.
Confessò per metterli a tacere.
Le x saltavano nelle caselle e si torcevano dalle risate.
lunedì 15 marzo 2010
I lunedì della Contessa Barthory
Io, sono sempre stata nello stesso posto.Devo avere un punto sulle mani, invece di una linea, per segnare quel destino di immobilità geografica.
Gli altri posti sono foto, racconti, ricordi altrui.
Angel invece le raccontava di un paesino in Europa.
Il mare vicino ed alcune colline secche come quelle di qua.
A Dolores quasi irritava quella conoscenza esatta di quasi tutti gli angoli della piccolo cittadina.
Finchè Angel le mandò l'indirizzo straconosciuto dell'Edificio Gomez.
Se si va in orario di negozio, le porte sono aperte.
Prendendo l'ascensore, all'ultimo piano c'è solamente l'appartamento del portinaio solitario che nelle ore in cui la porta è aperta ci si siede vicino a vigilare.
Allora in orario di negozio è un piano solitario.
A sinistra, in fondo una scala a pioli che arriva al soffitto, che si ferma ai piedi del serbatoio dell'acqua, poi seconda scala a pioli fino alla testa dello stesso serbatoio, da lì vista privilegiata sulle viscere col galleggiante, in basso la piccola città da un angolo sconosciuto.
Chi accede all'alto segreto dell'edificio Gomez, dovrà lasciare qualche piccolo oggetto proprio, come mittente da ultimo visitatore, firmato e con numero telefonico, il nuovo visitatore raccoglierà il precedente.
Non guardò il nome, ma rimase in piedi guardando in basso.
Gli alberi coprono in parte la visione delle auto e la gente e la distanza attenua i rumori.
Si rese conto per la prima volta che esisteva un mondo sommerso in un alveo di venti ed in quel momento la corrente scosse il fogliame e lo spettinò i capelli.
Il suo punto nel mondo si spostava lentamente verso il lato della notte.
Rimase un momento a pensare a un'altra cosa che le aveva raccontato Cortez.
Molti anni prima quando la nonna di Cortez stava per sposarsi ricevette in dote dodici monete d'oro.
Durante la costruzione della casa le monete erano state collocate in dodici punti nelle pareti.
verità?
bugia?
Morti i nonni, i figli poterono decidere se demolire la casa, che veramente sembrava essere l'unico luogo che possedevano nel mondo.
Trovandole, avrebbero potuto costruire nuovamente oppure viaggiare per cercare un altro posto.
Non trovandole, ricominciare di nuovo dal nulla.
Il signor Cortez padre decise di viaggiare, spostarsi senza niente, lasciando la casa in piedi per mantenere viva la leggenda o il deposito delle dodici monete come una speranza nel caso che avesse dovuto tornare.
Senza pensare a qualche viaggio, Dolores in un paesaggio nuovo ma straconosciuto, rimase avvolta dal vento e la verità è che le piacque.
venerdì 12 marzo 2010
Più di così...
Chitarra e voce: Muddy WatersFotografia: William Claxton
(http://www.afterimagegallery.com/claxtonmuddy.htm)
lunedì 8 marzo 2010
omettere - I lunedì della Contessa Barthory
Galileo conosceva l'eleganza dell'omissione.
Parlava poco da quando aveva imparato a farlo.
Poteva raccontare che aveva vissuto in Germania per diversi anni.
Se la chiacchierata si allungava e l'interlocutore gli inspirava confidenza, poteva riuscire a raccontare di sè stesso, cosa studiava e più o meno dove viveva (ma certamente era una zona elegante e tradizionale)
Con più tempo si accedeva ad informazioni su una madre ed un fratello ed un padre defunto in epoche immemorabili.
Questo era tutto, ciò che si poteva riuscire a sapere dalla sua bocca, non arrivava mai un millimetro più lontano.
Austero, quasi avaro nel vivire con allegria e ottimismo, in alcune sere ispirate poteva farti pisciare addosso dalle risate.
Ti dava le spalle e si metteva a raccontare situazioni fittizie con personaggi reali.
Una vista a raggi x per le cretinate di amici e conoscenti che si manifestava sempre durante una festa.
Ti faceva ridere fino a farti male la bocca e la pancia, ti provocava una quantità di risate che ti faceva dormire tutta la notte e un paio d'ore in più per la stanchezza.
Ma sempre dandoti le spalle, raggomitolato in un angolo, sussurrando in un microfono badando che nessuno potesse guardarlo negli occhi.
Era un occultatore e contemporaneamente ispirava fiducia.
Era convinto che avrebbe superato solo per mezzo dell'autoflagellazione.
A tal fine studiava nel corso più ostile e difficile che era riuscito a trovare e lo faceva con devozione dopo essersi sottomesso a lunghe ore di ginnastica, e corse di chilometri in luoghi avversi. Per dolce si regalava salite per colline e montagne, in modo che il paesaggio gli dolesse nelle gambe e nel fiato e non interrompeva mai né per il freddo né per la pioggia.
Era un autodidatta nell'arte dell'autosacrificio.
Curava la sua dieta, tanto salutare, orribile e dietetica da essere sufficiente per sospettare tutto l'odio che aveva per se stesso.
E la moretta era il piacere
lunedì 1 marzo 2010
Cosa raccontava Dolores a José, al momento dell'interruzione - I lunedì della Contessa Barthory
Mentre ed al fine di provare questo nuovo sistema di comunicazione ti racconto ciò che mi è successo domenica scorsa.
Erano le sette del mattino e suona il campanello.
Era una coppia di amici che veniva ad invitarmi per andare a scalare una montagna.
Rimasi a guardarli qualche secondo, confusa e insonnolita e mi azzardai a dire …
Continuo subito.
Dolores morales.
…………………………………..
A questo punto le arriva il messaggio di José, che non si disturbasse a scrivere…
Dolores morales, senz'altro compito che non fosse il logico invio di segni, si mise a indagare.
Come funzionava questo sistema?
Riusciva a volte più nelle questioni psicologiche che in quelle tecniche e sapeva che la sua accompagnatrice di quel pomeriggio nel teatro (la stessa che non aveva capito la battuta dell'animale che non era stato nominato nella prima riunione esplicativa), non si sarebbe presa la briga di cambiare la password.
Ancora una volta si ripeteva l'esperienza rara della certezza, la dolcissima convinzione che
Non si era sbagliata.
E pochi minuti dopo a José Gil arrivò un messaggio con un pilastro quadrato
Una zuppa di lettere molto adatta alla stampa:
JSCSKCSCSJJI
XJKSTRONZOSD
HUSDHÓIWEOCX
JXSOOIDIOTAM
Il giorno dopo anche Dolores ebbe una sorpresa, un messaggio di Angel Cortez, uno sconosciuto che aveva ritenuto opportuno irrompere in questo modo:
Dolores:
Chiedo scusa prima di tutto;
So che è sbagliato non rispettare l'intimità altrui, ma indagando con ardore puramente tecnico il funzionamento di questo metodo, ho scoperto di poter leggere qualche corrispondenza.
Ripeto che so inconfutabilmente che è male.
E reitero le mie scuse.
Ma ho trovato più intrigante di questo innovativo mezzo di comunicazione, in cui siamo numeri di prova, il racconto di quei giorni della tua vita scelti a caso.
Almeno ti chiedo, per favore, di continuare il racconto di cosa è successo quella domenica così presto, dato che l'hai troncato nella biforcazione di milioni di sentieri per cercare di indovinarlo e direttamente al centro della mia curiosità.
Se me lo racconterai, tenterò con piacere di disfarmi del tuo boomerang che vedo passare molto spesso alla portata delle mie mani, (la verità è un pericolo) e non restituirò mai a Gil il suo, perché benché non glielo dica in faccia, per educazione ed eleganza, non possiamo non osservare che è un imbecille.
Grazie
Angel Cortez
sabato 27 febbraio 2010
Miles Davis e Charles Dickens
mercoledì 24 febbraio 2010
José Gil, bugie - I lunedì della Contessa Barthory
Due volte su due fogli, un foglio sarebbe rimasto nel suo registro e l'altro per noi.
Dovevamo collegare l'apparecchio al computer, digitare alcuni scongiuri e, con un "per favore", chiese quasi pregando, dovevamo scrivere una missiva ad un'altra persona del gruppo che era stata scelta a caso.
Volevano fare delle prove di flusso di messaggi e di velocità di trasferimento, per mettere a punto le apparecchiature che avevano portato.
Io dovevo scrivere ad un certo José.
Cosa potevo dire io ad un uomo sconosciuto che ha come nome José che oltretutto fa rima con non so? (*)
Con curiosità tecnica ed esoterica eseguii puntualmente il compito.
Stimato José:
Mi sono comprata un boomerang nuovo, ma non so come fare per disfarmi del vecchio.
Sinceramente Dolores
Il giorno dopo sul mio schermo apparve la magia
Stimata Dolores
A me è successo che ne ho comprato uno difettoso e non posso riportarlo indietro per cambiarlo
Sinceramente José
Il principio della stregoneria era rinato.
Ed incominciai a scrivergli eventi della mia vita con tutto l'entusiasmo.
Ricordi cari, momenti cruciali, decisioni di vita o morte, segreti vergognosi.
José, ritenne opportuno un bel giorno impietosirsi di me scrivendomi:
Stimata Dolores.
Grazie per la collaborazione, innanzitutto.
Ma volevo dirti di non perdere tanto tempo nello scrivere.
Non ti leggo mai.
Comunque il tuo lavoro serve moltissimo, di più, mi sarebbe molto utile che cambiassi spesso il tipo di font, la dimensione e che a volte sottolineassi o mettessi in neretto al fine di configurare nel modo migliore la stampante.
Sinceramente José
(*) no sè (N.d.T.)
sabato 20 febbraio 2010
una certa età
se ne era ricordata l'altra V di qui
le donne ricordano sempre
me lo aveva detto qualche giorno fa e me l'ero già dimenticato
è una cosa che mi riesce facilmente
se qualcosa mi riesce facile, perchè non farlo?
dimenticarti le date?
"lascia, mi incarico io di dimenticare tutte le date, tu occupati del resto"
il fatto è che sto cercando di arrivare a un livello superiore
cercare di dimenticarmi di ciò che ho dimenticato
questo è il Nirvana
è facile dire
"mi sono dimenticato di questo"
il difficile è dimenticarsi di ciò che si era dimenticato
"cosa?"
"boh"
interessante
certo, ciò che è torturante è ricordarsi sempre di essersi deimenticato di qualcosa
invece dimenticarsi delle dimenticanze è raggiungere il nulla assoluto
convertirsi in un figlio di Budda
mentre prima eri un figlio del dubbio (*)
si, certo che quello stato, è l'ascensione ad una mentalità superiore prima di una "certa età"
passata quella "certa età" diventi semplicemente un vecchio rimbambito che si dimentica anche di cosa si è dimenticato
quindi,
è già troppo tardi per farlo passare per un obiettivo
bene, hai visto che a partire dal secolo XX, la differenza fra una opera d'arte e una cagata, è semplicemente il concetto
finchè appare assolutamente chiaro che si tratta di CONCETTO, tutto sarà giustificabile
cioè
è meglio chiarire che sono
CONCETTUALMENTE RIMBAMBITO
e non semplicemente RIMBAMBITO
esatto
dimenticanze concettuali
(*) intraducibile gioco di assonanze fra hijo de buda, hijo de duda e hijo de puta
giovedì 18 febbraio 2010
martedì 16 febbraio 2010
L'intervento del maligno nella quotidianità.
L'esperienza in tale tipo di lavoro, oltre alle deformazioni e/o mostruosità che inevitabilmente si ingenerano sia sul fisico che sulla psiche degli informatici, provoca anche effetti positivi su alcune attitudini umane quali l'approccio ai problemi e la risoluzione pratica dei medesimi. Divagazione: molti potrebbero affermare che SI DIVENTA informatici PERCHE' si nasce con una certa forma mentis, e non viceversa; ma la verità spesso è nel mezzo: credo che l'informatica, alla fin fine, non faccia che AGGRAVARE certe caratteristiche già presenti fin dall'infanzia in alcuni soggetti. Comunque, per tornare a noi, adottare la logica booleana non serve solo nella programmazione, ma forse è quanto di più razionale si possa applicare nell'affrontare i piccoli problemi quotidiani; così come, di fronte all'esecuzione di un qualunque compito costituito da più fasi, è buona norma disegnarsi mentalmente un diagramma di flusso (cosa che comunque molti fanno inconsapevolmente), o addirittura su carta nei casi più difficili. Bene, sto affermando che, VOLENDO, sono in grado di affrontare un problema in maniera concreta, ragionata.
Ma cosa c'entra il maligno in tutto questo?
Esperienze ormai consolidate mi hanno convinto che vi sono oggetti, e soprattutto azioni legate a tali oggetti, che sono spesso interessati da forze oscure, circonfusi di negatività più o meno palesi. Tanto da riuscire ad annullare, per quanto mi riguarda, una naturale predisposizione alla razionalità. Ovviamente non si può generalizzare: le stesse entità non hanno la stessa influenza su tutti, o meglio, variano a seconda delle persone. Per quanto mi concerne, esiste un'attività assolutamente esemplare di tutto ciò:
L'ETERNA LOTTA TRA L'UOMO E LA CINGHIA DELLA TAPPARELLA DA SOSTITUIRE.
(L'uomo sono io, la cinghia della tapparella è la cinghia della tapparella).
Abito in un appartamento con una insopportabile quantità di finestre e porte-finestre, e quindi con un pari numero di tapparelle. L'eventualità che si rompano le cinghie atte al sollevamento delle medesime è quindi estremamente alta, in media una al mese, con periodi di tranquillità ed altri in cui tali eventi si concentrano nel giro di pochi giorni; assieme ad altre attività paranormali collegate, come la rottura del gancetto che àncora la tapparella al rullo sovrastante, oppure l'uscita di sede della cinghia medesima che si annoda inestricabilmente intorno alla molla incassata nel muro, provocando il blocco di tutto il sistema. Si potrebbe pensare che, dedicandomi quindi con una certa frequenza a questi lavoretti che una mente semplice potrebbe definire "di manutenzione", sia giunto al punto di affrontare con scioltezza e serenità tali compiti.
NO.
La logica che sottende a questa attività mi risulta ingovernabile. Ultimamente ho applicato anche l'approccio "a oggetti": analizzo le componenti del problema stabilendone le proprietà e le funzioni. Niente. Impossibilità assoluta di visualizzarne mentalmente il comportamento meccanico. Perdita dell'autocontrollo. Rabbiosi ma confusi tentativi di risolvere il problema il prima possibile per sfuggire all'atmosfera inquietante che, mano a mano, si diffonde inarrestabile. Approccio sbagliato ma inevitabile che porta a frequenti errori nelle sequenza delle operazioni, con inevitabile ripetizione doppia o tripla. A volte provocandomi lievi danni fisici, mentre sulla scala infilo le mani nello stretto spazio attraverso cui devo agganciare il capo della cinghia all'uncino della ruota metallica solidale al rullo, oppure mentre sforzo la rotella contenente la molla per metterla in tensione, essa diabolicamente mi sfugge e si svolge violentemente, saltellando in giro e producendo un suono che è a metà tra un ruggito ed un ghigno beffardo, ma metallico.
Bene. Penso che tutti quanti abbiamo delle bestie nere nell'armadio, o degli incubi nel cassetto, se preferite. Sono convinto che questi casi sono la prova della presenza di qualcosa di subdolo, di sardonico nella vita di tutti i giorni.
Il problema è: credere in una seppur limitata presenza del maligno vuol dire essere credenti? equivale cioè ad accettare automaticamente anche il contraltare, ciò che molti chiamano Dio?
Insomma, la Fede è bifronte?
lunedì 15 febbraio 2010
Dolores Morales - I lunedì della Contessa Barthory
Alcuni dei sopravvissuti sanno che non mento nell'affermare che c'è stato un tempo in cui Internet non esisteva.Cominciavano da poco ad occupare un piccolo spazio i calcolatori, che spaventavano con lettere color ambra in certi casi e schermi molto azzurrati in altri.
So che sembra incredibile, però, lo giuro su dio, che era così, e che la razza umana riusciva a sussistere.
Da quel momento erano apparsi degli apparecchietti dal nome irricordabile che si assicurava potessero mettere in contatto due esseri, non importa quanto lontano, facendo a meno della posta tradizionale e dei suoi ritardi e senza aver bisogno della simultaneità oraria fra i due comunicandi come col telefono.
L'apparecchio era una novità tale che c'era carenza di assistenza agli utenti.
Finchè apparve quell'annuncio sul muro, in cui cercavano possessori di tale artefatto.
Sarebbe stata organizzata una riunione in quell'antico teatro con poltrone art decó dell'edificio di Studi geologici.
Io guardavo molto le poltrone in legno, con base di ferro fuso, le assi del pavimento, il sipario in velluto cremisi, guardavo assorta tutto il contorno perché non capivo niente di quello che diceva l'uomo che abitava quell'ora sullo scenario.
Parlò per un po' di cose inintelligibili dove si supponeva che l'apparecchio era il protagonista, assieme ad alcuni spagnoli che erano arrivati per assisterlo nella creazione di un "nodo" (parola che ricordo chissà per quale oscuro meccanismo cerebrale), del nome dell'osservatorio Pierre Augier e nient'altro.
Il resto era un bla bla, rumoroso e sconosciuto che mi facevo concentrare con più devozione sulle odanature dei soffitti che sulle proteste di un'occasionale signora che mi serviva da accompagnatrice per l'evento, por conoscerci schiettamente e perché era anche lei proprietaria del marchingegno.
Quando finalmente tutti quanti si alzarono e cominciarono ad uscire, aspettando il vuoto della fila per inserirmi, una voce commentò chiaramente "e l'animale?"... (1)
Certo, dissi alla mia compagna, guardandola fissa, della mucca non si è detto niente di comprensibile. Lei mi guardò con quell'espressione tipica che corrisponde a "non ho sentito bene quello che mi hai detto".
Ci salutammo e per me la faccenda della riunione era finita.
(1) si allude ad una parte di un'opera dei Les Luthiers dove si affrontano due cantastorie per l'esecuzione di una canzone (payada) sulla vacca, uno dei due dimentica di nominarla, l'altro cantastorie allora gli chiede dell'animale. Come riferimento al fatto che il modem non era mai stato nominato e si parlava di lui con giri di parole.
sabato 13 febbraio 2010
Facebook e teologia
A.D. QUESITO DI TIPO TEOLOGICO: quando si rovescia sul pavimento il contenuto di una scatola di piselli surgelati, che rotolano che è una bellezza ed hanno la tendenza a raggiungere gli anfratti più scomodi e nascosti della cucina, E' CONSENTITO BESTEMMIARE?
Amico G Però non dire che non te lo avevo detto! Fai i pavimenti lievemente inclinati. La gente non ci pensa, ma è proprio in casi come questi che se ne scopre l'utilità
Amico R Mai bestemmiare! E' più pratico il folletto!
Cugina A E' consentito ammirare la bellezza del caos che si genera, e pensare allUniverso. comunque ciao Amico R!
A.D. questo volevo, spiritualità, e meno conoscenza empirica e materialismo (grazie comunque a tutti i partecipanti; il dibattito rimane aperto)
Cugina A se vuoi maggiori informazioni appena si sveglia chiedo al teologo che sta dormendo di sopra nel mio letto
Cugina E comunque,meglio rovesciare piselli surgelati che piselli in barattolo con relativo sughino! altrimenti il pavimento si "impiastra" ancora di più! guarda sempre the best side of life....
Amico R Speculazione teologica sull'accaduto - Se i piselli sono stati pensati rotondi un motivo il Padreterno l'avrà avuto, no? Forse pensava a questo tuo momento critico e, mediante una metafora alimentare, voleva farti capire che quando tutto va a rotoli ci si può sempre rimboccare le maniche! (Ciao Cugina A!)
Cugina B hai presente la scena del "dittatore dello stato libero di bananas" quando lotta con gli spinaci surgelati? guardare il film per ridere..
Amico R Ricetta teologica: Piselli rotolati.
Far rotolare un chilo di piselli ancora surgelati sul pavimento della cucina dopo avervi fatto colare dell'olio d'oliva (l'ideale, per chi ha il cane, sarebbe un paio di passate di peli e impronte). Prendere una scopa ben pulita e immergerla in una secchiata di farina. Quindi raccogliere più piselli possibile (gli altri potranno servire per il week-end) con una paletta (attenzione a non prendere quella del cane!) e friggerli in padella con abbondante succo di limone.
Quindi scolarli bene, lasciarli raffreddare, poi prendere un rotolo di carta igienica (da cui il nome della ricetta), impacchettare i piselli e buttarli nel water.
Ottimo per le diete dimagranti!
Cugina A Amico R mi stavi preoccupando, come biologo ti ricordavo attento all'igiene. Ho un consuocero biologo che ci fa impazzire con le micotossine nei cibi, e sua figlia pure
Cugina A però non pensavo che dei piselli potessero tenerci tanto impegnati
A.D. ecco, ma la funzione del succo di limone è perchè è un disinfettante naturale, suppongo
Amico R Ovvio!
Amico G scusate non avevo visto che la cosa doveva essere teologica. Sono andato fuori tema. Comunque per dimagrire va benissimo anche mettere un recipiente a una certa distanza dal luogo ove è avvenuto il fattaccio. Chinarsi, raccogliere un pisello, rialzarsi, recarsi a una certa distanza là dove è il recipiente, deporre il pisello, tornare al luogo dei piselli e ripetere l'operazione fino a quando i piselli son tutti nel recipiente.
A.D. (spiego, è un teologo con laurea in scienze dell'alimentazione)
Cugino M ma quanto potere nel grido? anche se mai fosse contro nessuno, perché togliersi il piacere dell'urlo?
perché cade nel vuoto, ecco perché. e là ti colloca.
A.D. il quesito sul cavolo nero non aveva avuto altrettanto successo
lunedì 8 febbraio 2010
bugie V - I lunedì della Contessa Barthory
Il novellista credette allora di aver ceduto a queste umane componenti.
Oggi direbbe che si era ammalato.
Quella donna era diventata un'idea nel mezzo del suo cervello, si era sistemata nella poltrona di comando.
Il solletico nello stomaco e quello stato nervoso che gli causava, erano sì, prove dell'attrazione primitiva per un campione dell'altro sesso tanto sano, tanto simmetrico, tanto curvilineo.
Un eccellente miscuglio di tessiture e profumi affascinanti.
Ma quella presa di possesso del pensiero era chiaramente la rottura e la successiva perdita della salute.
Nonostante avesse una meravigliosa sensazione di energía, di voglie e di idee, fece come se tutto stesse continuando nello stesso modo. Rispettava gli orari di lavoro, fece piani su tutti gli argomenti da trattare, scelse alcuni dischi, e si notava appena che era un po' distratto, concentrado su un'altra cosa.
Fece racconti durante tutta la settimana, includendovi, senza che nessun altro che la bionda, che chiameremo Ipatia, se ne rendesse conto, un corteo che gorgogliava appena.
E quel piccolo contenitore, per quanto condiviso con altri mille, un piccolo tintinnare di sonagli diceva ad Ipatia con la voce di un personaggio del racconto quanto desiderava rivederla.
Comunque fece uso dei suoi contatti e ringraziando che pochi abitanti ed una bionda singolarmente bella sono opportunità e vantaggi, incontrò il suo numero di telefono e trovò qualcosa da dirle.
E così cominciò quella che sembrava una relazione.
Più che uscire a passeggio, Ipatia lo portava per mano in diversi posti, lo faceva sedere e gli narrava quello che succedeva a pochi centimetri.
Il novellista rimaneva a guardarla instupidito ed alla sera raccontava un racconto molto migliore del precedente.
Difficile da spiegare.
Supponiamo che ogni notte il racconto era un tratto di strada da qualche parte.
Il racconto ti portava lungo il marciapiede, si potevano vedere molte cose semplici e conosciute.
La casa della tristezza, quella dell'allegria semplice, quella dell'amore, quella del tradimento, ecc Camminare, una giornata con la pioggia, una giornata col freddo, un giorno col profumo del glicine.
Mescolare le lane e fare un pulloverino a strisce.
Come lei uscì fuori, paesaggi di Dakar, abissi, dune, posti sicuramente extraterresti.
Le lettere cambiavano di dimensione, si congelavano, diventavano filamentose, volavano ed a volte si schiantavano spruzzando liquidi viscosi o polvere da sparo nera.
(continua) (forse)
Libera risemantizzazione dei dialoghi fra El Gloria e una certa Contessa Bathory, ad opera del Señor Profesor La Preglia
Libera traduzione ad opera di Tonio La Preglia
di Una Tal Condesa Bathory
Otra Produccion de Nada//Nulla Editions Copyright 2010
giovedì 4 febbraio 2010
Un giorno nella vita di una pera
lunedì 1 febbraio 2010
bugie IV - I lunedì della Contessa Barthory
Siamo qua molto prima di dove volevamo.
Non è il punto esatto, ma...facciamo finta e non diciamo niente.
Trent'anni dovrebbero essere salute e ci sentiamo una merda, scomodi e sporchi.
Ma rimaniamo quieti, perché crediamo che se ci sforziamo un po' avremo chance di riuscirci.
Ma riuscire in cosa?
Sogni, sogni infantili e gloriosi.
Noi là, nella statua equestre, come ci promise la mamma e la seconda mamma di settimo.
Quelle che con amore tagliano il foraggio per i cammelli.
Galileo, Galileo dove sei che non ti vedo?
Lì...
Veniamo dai vent'anni, dalle esplosioni di amore, dal carnevale di amici, dagli eccessi che percorrono il limite delle aspettative proibite.
E quando improvvisamente finì la musica, e si accese la luce, con gli occhi doloranti vedemmo alcuni degli amici che si sistemavano un pò, e che molto seriamente si orientarono verso il lato opposto su cui ci eravamo accordati con ammirevole sicurezza, alcuni altri sono addormentati, disinbastiti in giro e non ricordiamo chi sono, altri se ne erano andati prima della sbornia e dicono che sempre, in tutte questi feste c'è di mezzo uno che muore.
Galileo hai fatto uso in quelle feste di tutti i suoi incantesimi ed attualmente vivi con la tua principessa, la migliore di tutte, la più vincente...ma la migliore di tutte quelle di una scatola così piccola.
Galileo dato che ne abbiamo già trenta, abbiamo scoperto che stavamo scegliendo fra due sapori e due colori e che ce ne sono centinaia, più in là, sulla linea dell'orizzonte.
La stessa cosa pensa la tua principessa nonostante non lo dica.
Col cacchio lo direbbe.
Meglio morta piuttosto che dirlo...
Sai che succede, Galileo?
È che ancora mancano alcuni giorni perchè ti renda conto che quell'acido che ti sta bucando dentro, ci sta svuotando quasi tutti.
E ti mancano degli anni, per capire che ti sei svuotato inutilmente, quelle scatole sono di due sapori, quella strada all'orizzonte è uno strato di dulce de leche di tre metri di profondità e che l'orizzonte è una riga mobile e si allontana.
Questo sì, nella testolina balla un sapore e un colore stravagante e squisito e c'è la certezza di un nastro trasportatore più veloce dell'orizzonte.
È simpatico, la verità a rate è come una buona bugia persistente ed appiccicosa che con l'iniezione della prossima quota in mezzo al sedere tremante e pauroso, muterá, non in una realtà, ma in un altro inganno.
Mi immagino le risate che devono essere scappate a chi ci contempla.
Un sorriso minimo in confronto a quello che gli provocherà vederti l'espressione, nell'istante stesso in cui salgono sul nastro, di quei pochi.
Siamo tanto stanchi, tanto delusi che non riusciamo a pensare che quella salita, forse, è una falsa messa in scena affinchè tu continui a scalciare.
Scemi, Galileo siamo degli scemi, usando a cacchio lo scudo delle bugie ed affondandoci la spada dove più ci fa male.
Vanitosi stupidi, a volte crediamo addirittura che il nastro si avvicini e forse la verità che giuriamo è menzogna per tutto il tribunale.
(continua)
Libera risemantizzazione dei dialoghi fra El Gloria e una certa Contessa Bathory, ad opera del Señor Profesor La Preglia
Libera traduzione ad opera di Tonio La Preglia
di Una Tal Condesa Bathory
Otra Produccion de Nada//Nulla Editions Copyright 2010
domenica 31 gennaio 2010
el gloria´s yogurtofilia

la mia avversione allo yogurt risale ad una certa volta
più o meno nel 1966
in cui mio padre (che credo tu conosca)
stava facendo fotografie durante un congresso di medici
ed una promotrice alla fine della giornata
gli regalò un pack di 12 vasetti di yogurt
in quell'epoca lo yogurt era venduto in contenitori di vetro, ne contenevano più di ora ed era INTERO
unknow percentage di grassi
a parte il fatto che c'era solo a gusto di yogurt
nulla di frociaggini alla fragola o all'albicocca
bene
fatto sta che mi ricordo di averne provato uno (non li avevo mai provati) e mi piacque molto
a quanto pare...
percui sembra che me li sia mangiati tutti e 12 uno dopo l'altro
...
ignoro come fu che fossi completamente fuori del controllo genitoriale
(forse il fiasco avrebbe dovuto avere un PARENTAL ADVISORY)
in definitiva, mi prese quello che qua si chiama volgarmente disturbo
indigestione
diarrea
vomiti
e da allora non potei più provarlo, annusarlo, vederlo, neanche stare nella stessa stanza
con un mangiayogurt in attività
finchè non è nato T
che si faceva allattare solamente al seno,
e non voleva saperne niente del biberon
e dopo una giornata intera senza voler mangiare
il primo giorno di lavoro della madre
me ne stavo occupando io
e quello piangeva dalla fame
(a 2 mesi)
perché non accettava il poppatoio
la mia amica O mi raccomandò di fargli provare lo yogurt
l'amore paterno potè più dello schifo
unsi T con lo yogurt, come se fosse stato una fetta biscottata ma alla fine mangiò
e si calmò
dopo di ciò continuava a farmi schifo
ma ormai non ne avevo la fobia
quest'estate, in Uruguay, vendevano delle bottiglie da un litro di uno yogurt alla fragola cremoso che sembrava tanto invitante
che decisi di provarlo
e
lì finisce una lunga storia di disamore e scontro tra lo yogurt e me
non lo sapevo
l'ho tenuto nascosto ma alcuni anni di terapia mi permettono adesso di raccontartelo
hai deciso di fare outing della tua yogurtofilia
eh...si
va bene non lo dirò a nessuno
sarà il nostro piccolo segreto
in realtà, dato che mi è riuscito benino
pensavo di pubblicarlo, il nostro piccolo segreto
considerato quanto pubblico abbiamo, probabilmente rimarrà il nostro piccolo segreto
effettivamente
sabato 30 gennaio 2010
frammenti di un discorso orroroso

(estratto da "I dialoghi dei Guardiani della Ota", Herr Ano e El Gloria, su D)*
I-TRADIMENTO
hai visto le foto di D che fa le conserve?
in una sembra Pie Grande**
D el Conservador Mendocino
come la maggior parte di quelli di Mendoza
conserve
o traditori
o entrambe le cose
effettivamente
però stava facendo conserve, non tradimenti, apparentemente
si, perchè ha sangue di Buenos Aires, suo malgrado
non so quanto si conserva un tradimento imbottigliato a vuoto
bisognerebbe mettergli la data di scadenza
per evitare di consumare un tradimento andato a male
II-BOTULISMO
se è ben sterilizzato dura parecchio
i tradimenti scaduti sono molto pericolosi
possono ingenerare botulismo
anche D è abbastanza botulo (1)
E' un pezzo di botulo
Ua!
ma gli vogliamo bene lo stesso
ma certo
non è più botulo di noi
no
siamo tre grandi botuli
avremo mangiato una conserva andata a male?
ci siamo caduti da piccoli in un pentolone
e non abbiamo più bisogno di consumare conserve andate a male per essere botuli
può essere
anche la mia ex suocera Dora faceva conserve
ERA CONSERVA DORA. (2)
*I Guardiani della Ota era una loggia di dubbia provenienza, il cui fine spurio era "Salvaguardare l'Occidente dalle Influenze Malefiche della Lettera Proibita: la Ota" (jota), per maggiore informazione sulle attività di questi molluschi mentali si raccomanda (con la massima cautela e sempre acompagnati da un adulto responsabile) di visitare: http://losguardianesdelaota.blogspot.com/ per trarre conclusioni personali. (3)
**Sascuash
(1) parola inesistente; qui si gioca sull'assonanza con "boludo", termine di grande uso ma non particolarmente raffinato, che potremmo ottimisticamente tradurre con "stupido". (N.d.T.)
(2) tipico caso di conflitto di coscienza professionale del traduttore: a partire da una battuta volutamente idiota e non instantaneamente traducibile, è più salutare preservarne il lettore mantenendo nella lingua originale la freschezza della frase (e contando su una scarsa conoscenza delle lingue da parte di chi legge), o preservare l'idiozia del contenuto, cercando di adattarlo all'italiano e rischiando di complicare la cosa? Lo stesso El Gloria mi aveva suggerito di ribattezzare la ex suocera in Beatrice, detta Trice, in maniera da poter sfoggiare un "ERA CONSERVA TRICE"; ma so che qualunque scelta compia, i rimordimenti mi renderanno insonni molte notti, e insonnolito molte giornate. E' un mestiere maledetto. (N.d.T.)
(3) riservato a chi, avendo una sufficiente conoscenza dello spagnolo, sia intenzionato a pentirsene. In particolare il post ecco perchè odiamo la fottuta ota può essere considerato una sorta di breve manifesto di questo movimento culturale, che ebbe vita breve.
Mi limiterò a segnalare che l'espressione "no saber ni jota" può agevolmente corrispondere alla nostra "non sapere un'acca".
Ho considerato che affrontare delle versioni da questo blog sarebbe stato una impresa ben superiore alle mie necessità autolesioniste. La filosofia di base del blog, che consiste come detto nel non utilizzare la jota o i lunga che dir si voglia (attenzione, non evitando le parole che la contengono, ma semplicemente non scrivendola), perderebbe parte della sua forza eversiva nella traduzione in italiano, lingua in cui tale lettera non mai goduto di grande fortuna.
E, infine, non ho voluto mettere in difficoltà la categoria, a cui appartengo, degli appassionati di jazz... (N.d.T.)
venerdì 29 gennaio 2010
Multinazionali senza filtro
va tutti i giorni da una consulente (pagata dal suo ex datore di lavoro) che gli insegna a cercare lavoro
che organizzazione...
si
dei grandi figli di puttana che si preoccupano di fare un figurone
non capisco come mai M non li abbia ringraziati per esser stato messo sulla strada per decisione loro
così funzionano le multinazionali
te lo mettono nel culo ma finisci per ringraziarli e quasi quasi pensi che alla fin fine sei stato tu a fregarle
e magari ti preoccupi che possano essersi offesi perchè ti hanno licenziato


A.D. davvero... tuo padre urlava in greco mentre dormiva... o è un ricordo distorto dal tempo?
Cugina E a dire il vero urlava in tutte le lingue...anche in sanscritto!!e nella stanza accanto urlava Fratello V...pensa che cori!